TERNI – Marco Celestino Cecconi è stato sbalzato dalla sella di coordinatore comunale. Ha appena perso il congresso, che ha visto tutto il partito schierarsi contro di lui, tenendo comunque alta la sua bandiera: ha portato a casa 51 voti (su 126), quelli delle sue tessere. A tale proposito garantisce che i voti che ha riportato sono tutti di iscritti regolari, casomai qualcuno lo avesse messo in discussione. Cecconi parte da lontano.
Ricorda che «il numero totale degli iscritti-2024 a Terni è pari a 185 e che si tratta di 185 posizioni assolutamente regolari, riportate nei tabulati ufficiali del partito: posizioni, infatti, non contestate da alcuno, in alcuna sede». Il coordinatore uscente precisa poi che «come previsto dal regolamento congressuale, potevano esercitare il diritto di voto all’assise del 23 febbraio scorso solo quanti avevano provveduto ad aderire ex novo al partito, oppure a rinnovare la propria iscrizione entro i 2 diversi termini temporali previsti (rispettivamente, 12/10/24 e 30/10/24) che, dunque, risultano legittimamente esclusi dal diritto di voto di cui sopra quanti, a titolo di esempio, hanno formalizzato la propria adesione nei mesi di novembre o dicembre ’24: esclusione mai eccepita da alcuno». Cecconi specifica che «le anomalie riscontrate sono relative a quei tesserati-2024 (regolarmente inclusi nei 185 di cui sopra) che avevano votato al congresso provinciale unitario del dicembre-2023; che il presupposto di tale diritto di voto era stato, ovviamente, la regolare iscrizione per l’anno solare di riferimento; che, proprio sulla base di tale presupposto, costoro hanno ritenuto che l’adesione-2024 fosse senz’altro configurabile come “rinnovo”; che, di conseguenza, essi hanno provveduto a formalizzare l’adesione-2024 entro il termine previsto del 30/10/24». E ancora: «Che ciò nonostante, non sono stati ammessi a votare al congresso comunale appena celebrato. Diritto di voto oppure no, nessuna di queste circostanze, sarà bene ribadirlo, inficia minimamente la regolare posizione dei tesserati per il 2024».


