Col progetto Sonrie anche in Umbria l’istruzione guarda al futuro

L’obiettivo principale è quello di sfruttare le potenzialità della robotica sociale

UMBERTIDE (Perugia) – L’istruzione proiettata sempre di più verso il futuro.

È stato presentato proprio in questi giorni alla scuola dell’infanzia Marcella Monini il progetto Sonrie (Social entertaining robotics for intercultural education in primary schools), finanziato dal ministero dell’Università e della ricerca tramite il programma Prin-Pnrr 2022 e volto a sviluppare robot sociali per favorire l’integrazione interculturale nei servizi educativi per bambini dai 0 ai 6 anni.
A portarne avanti la ricerca e la sperimentazione, mettendo in condivisione l’esperienza nel campo della robotica sociale e della pedagogia interculturale, sono le università di Genova e di Perugia con i rispettivi responsabili scientifici, il professor Carmine Recchiuto e la professoressa Alessia Bartolini, coadiuvati in questo lavoro da un team di ricerca formato dal professore ordinario in Robotica, Antonio Sgorbissa e le dottorande Alice Nardelli e Anna Allegra Bixio per l’università ligure, mentre il professore associato Marco Milella e le assegniste di ricerca Maria Filomia e Alice Stopponi per l’università umbra.
Il progetto, grazie alle competenze linguistiche avanzate e alla capacità di adattarsi a diversi contesti culturali, prevede l’inserimento di robot durante attività didattiche volte alla promozione dell’interazione e della collaborazione tra bambini di culture diverse, contribuendo così a creare un ambiente educativo inclusivo.
L’obiettivo principale, infatti, è quello di sfruttare le potenzialità della robotica sociale per favorire l’educazione interculturale nei servizi educativi per bambini da 0 a 6 anni. L’idea di fondo è quella che le capacità comunicative di un robot, abile nel comprendere e parlare diverse lingue e di mostrare immagini e video, unite alla possibilità di attingere ad una banca dati di informazioni culturali potenzialmente infinita, possano essere utilizzare in maniera opportuna per aiutare l’interazione e l’integrazione di bambini di culture diverse, a partire già dalla prima infanzia, migliorando significativamente la qualità dell’educazione, soprattutto in un contesto multiculturale quale quello odierno.
Il progetto ha preso il via a dicembre 2023 quando i ricercatori coinvolti si sono occupati di definire gli scenari e le linee guida, oltre che sviluppare il relativo software per il funzionamento del robot, mentre a partire da quest’anno 2025 si avvierà la sfida principale del progetto, portare cioè i robot nei Servizi Educativi 0-6 e verificare la qualità dell’interazione tra i bambini e il robot stesso, in una prospettiva interculturale.
Le scuole dell’infanzia coinvolte saranno, appunto, la Monini di Umbertide insieme alla Lampada magica, polo educativo Case Bruciate di Perugia, poi il nido Arcobaleno, polo educativo di Ponte San Giovanni, infine la scuola dell’infanzia Alice nel Paese delle Meraviglie e la Solari di Genova.

Passari è il presidente della protezione civile di Gualdo Tadino

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