m.brun.
PERUGIA – Come annunciato in un’ultim’ora è passato il lodo Bori in Giunta regionale. Cosa cambia? Si risparmia su un direttore, ma si aumentano i poteri di 2 su 4 dei megadirigenti.
Sugli stipendi: Tesei, nella sua riorganizzazione, fece stipendi per i 5 direttori da 120.000 euro annui più quota variabile.
Proietti-Bori stabiliscono che i 4 direttori rimasti avranno 140.000 euro di quota fissa, che è già quasi il massimale di legge fissato a 149.
In pratica la quota variabile è minima e tutti sono già al massimo di legge per decreto.
No meritocrazia. E questa è già una scelta di campo.
Sui nomi nulla si può dare per certo perché ci sono i bandi in corso, ma Umbria7 profetizza che saranno questi qui: Rossetti alle deleghe economiche, Donetti sanità e welfare, Federici, la cui conferma è stata fortemente voluta dal centro del centrosinistra, avrà il decisivo Pnrr e un discreto numero di aree intorno; Bei, il quale, secondo la nostra profezia, sarà il quarto, ha le deleghe meno pesanti. E di fatto è l’unica novità assoluta, visto che in più di una occasione la Donetti era stata segnalata per la direzione della sanità in epoca Tesei.
Il sacrificato sull’altare della conferma di Federici è l’altro direttore uscente, Michelini. Ma Bori ha risolto la questione passando sa 5 a 4 direttori.
La Regione si perde Nodessi, un ottimo tecnico che però voleva fare le infrastrutture. Tornerà all’Auri.
ECCO QUI DI SEGUITO LE DELEGHE, UNA PER UNA DELLE 4 AREE







