M.Brun.
TERNI – Ma davvero Pd e Fdi si alleano a Terni, in un incontro al di là e al di sopra di ogni immaginazione? Certo il Pd ternano è un fuoco d’artificio, ma fermi, un momento, vediamo. Eppure sentite quello che raccontano.
In una sera buia e tempestosa, inizia la riunione del Pd provinciale di Terni. Un tempo era il regno del potere rosso in Umbria, oggi meno, molto meno, ma in recupero.
Si tratta di decidere come mettersi per le prossime elezioni per decretare chi sarà il presidente che prenderà il posto della Pernazza (Fi), eletta in Regione.
Prende la parola l’assessore regionale ed ex sindaco di Narni, De Rebotti. Passa un minuto e qualcuno pensa di non aver capito bene, poi due e anche tre minuti. A quel punto è tutto chiaro: l’assessore regionale, massimo in grado del Pd del sud dell’Umbria, per fermare una eventuale candidatura Bandecchi alla presidenza della provincia di Terni, intende stringere un patto dell’ombrello – vista la pioggia battente sulle finestre della sede Pd – con Fratelli d’Italia. Brividi in platea.
Magari qualcuno ha capito male. No, – dicono le fonti accreditate – tutto vero. C’è anche il neo consigliere comunale Patalocco che sarebbe dell’idea. Almeno non gli dispiacerebbe.
A questo punto però, sarà per un sussulto di rossa dignità, fatto sta che l’idea viene respinta. Così si passa dal patto dell’ombrello al gesto dell’ombrello (contro l’intemerata idea).
Il segretario Bellini chiude a questo nuovo che avanza e dà la sua benedizione alla vecchia idea. Il candidato del Pd uscirà da una terna di nomi: Di Gioia, Lucarelli, Lattanzi. E a decidere sarà la commissione provinciale incaricata, formata da Gori, Lombardini e Cruciani (per l’Orvietano).
Dopo lo sconvolgimento iniziale, tutto torna normale. Il Velino anche oggi scorrerà dal verso di sempre, prima di buttarsi, come di consueto, nel Nera.


