TERNI – Le uniche due certezze sono che le elezioni si svolgeranno il 30 marzo e che i voti di Bandecchi e di Alternativa popolare saranno determinanti. Si fronteggiano destra e sinistra. Per il primo schieramento il candidato più plausibile è il sindaco di Stroncone Giuseppe Malvetani (FI), mentre per i Dem e i Cinquestelle il candidato più probabile è Fabio Di Gioia, primo cittadino di Arrone.
Nessuno dei due schieramenti, però, ha voti sufficienti per procedere in autonomia. Entrambi hanno bisogno dei consensi di Ap, anche perché si vota in base al peso anagrafico dei singoli Comuni e quindi Terni ha una incidenza maggiore rispetto agli altri enti. Secondo le ultimissime, Bandecchi sarebbe più propenso a dare una mano alla sinistra piuttosto che alla destra. Il sindaco di Terni, nonché segretario nazionale di Ap, è rimasto scottato dai pochi mesi di alleanza con il centrodestra. Dentro la coalizione con Forza Italia, Fratelli d’Italie e Lega si è sentito davvero stretto, colpito oltretutto dalle critiche e dall’opposizione di Fratelli d’Italia a livello locale. In un certi senso vorrebbe restituire pane per focaccia, facendo una sorta di sgambetto alla candidata delle destre. Bandecchi non è mai stato di sinistra ma negli ultimi tempi va più d’accordo con i Dem che con i meloniani.
A guardare bene c’è anche una terza certezza. Il 30 marzo, comunque vada, finirà la reggenza di Francesco Maria Ferranti, subentrato alla Pernazza dopo la sua elezione in Regione. In questi tre mesi Ferranti si è fatto notare per essere onnipresente in fascia blu, simbolo della presidenza provinciale. Si annuncia dunque una complicata crisi di astinenza.


