La FIOM-CGIL di Terni a Bruxelles

Denunciare l’assenza di Strategie industriali che si scaricano sui territori. Terni ne è l’esempio più significativo.

Oggi mercoledì 5 febbraio, Bruxelles è stata teatro di una massiccia manifestazione organizzata da Industriall, la Federazione Europea dei sindacati dell’industria, che ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti sindacali e lavoratori. L’evento si è svolto sotto gli uffici della Commissione Europea con l’intento di portare all’attenzione la mancanza di politiche industriali concrete e incisive all’interno dell’Unione Europea.

La manifestazione ha promosso 5 punti di azione immediati:

• Proteggere la nostra forza lavoro, attraverso una moratoria sui licenziamenti e l’attivazione di programmi quali Sure 2.0 (strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione) ;

• Fermare le regole dell’austerità, favorendo investimenti sociali e per la transizione ecologica;

• Appalti e investimenti pubblici per rilanciare le attività;

• Colmare il gap di investimenti per supportare l’industria;

• Assicurare la resilienza dell’industria europea nel mercato globale, contrastando la concorrenza sleale e gli accordi commerciali iniqui.

Industriall ha sottolineato l’importanza di investire nella formazione dei lavoratori, specialmente durante le fasi di transizione industriale. Sono stati richiesti piani industriali che rispettino le condizionalità sociali, l’accesso a energia a prezzi sostenibili e una maggiore democrazia nei luoghi di lavoro. Inoltre, è stata fatta appello per un’applicazione rigorosa di regole e controlli lungo tutta la catena produttiva. Una forte rappresentanza della FIOM Nazionale ha partecipato alla manifestazione, capeggiata dal Segretario Generale Michele De Palma. Anche la FIOM-CGIL di Terni era presente con una delegazione guidata dal Segretario Generale Alessandro Rampiconi, insieme ai delegati di Acciai Speciali Terni, Massimiliano Catini e Corrado Isidori. La situazione di Terni, segnata da un progressivo processo di  deindustrializzazione, è stata utilizzata come esempio emblematico delle rivendicazioni avanzate a livello europeo. Acciai Speciali Terni ha già ridotto gli investimenti programmati e, nonostante le promesse del governo, non sono state trovate soluzioni ai crescenti costi energetici. Questa incertezza ha messo a rischio l’area a caldo, una situazione denunciata dalla FIOM negli ultimi tre anni. L’importazione di bramme dall’Indonesia è stata evidenziata come un chiaro segnale della concorrenza sleale e degli accordi commerciali sfavorevoli. I sindacati auspicano che si superi finalmente un periodo di stallo e si attui quanto rimane del piano industriale per rilanciare Acciai Speciali Terni. Senza investimenti e garanzie per i posti di lavoro, si preannuncia una mobilitazione. È stata richiesta trasparenza riguardo all’accordo di programma, affinché si possano identificare le responsabilità di ciascuna parte coinvolta. Durante l’incontro con il Prefetto di Terni, avvenuto ieri, i rappresentanti sindacali hanno ribadito queste richieste, esprimendo gratitudine per la sensibilità mostrata. Il 7 febbraio 2025, queste problematiche saranno nuovamente presentate alla Presidente della Regione Umbria. Non si esclude la possibilità di coinvolgere nei prossimi giorni i parlamentari nazionali umbri e quelli europei eletti nel centro Italia per affrontare le questioni emerse dalla manifestazione, con un focus particolare sulla siderurgia e sugli acciai speciali inossidabili. La manifestazione odierna ha visto anche la partecipazione dell’On. Camilla Laureti, parlamentare umbra eletta al Parlamento Europeo, che ha dimostrato interesse per le tematiche sollevate, unendosi al presidio. La mobilitazione di oggi rappresenta un passo significativo verso la rivendicazione di diritti e protezioni per i lavoratori europei in un contesto industriale sempre più sfidante.

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