TERNI – Non è stato un episodio. I controlli da parte della polizia locale all’interno di Ast saranno quotidiani. Nel mirino ci sono le polveri del parco scorie e le prescrizioni che il Comune di Terni ha fatto nell’ ambito della vertenza per il rinnovo dello sfruttamento della discarica di Valle.
I vigili urbani, insieme ai tecnici comunali dell’ambiente e al sindaco Bandecchi, si sono presentati ai cancelli di Ast lunedì mattina. Sono entrati e sono andati a verificare le lavorazioni che generano maggiore impatto ambientale, cioè quelle legate al cosiddetto fenomeno delle polveri di Prisciano.
L’azienda è tenuta a bagnare costantemente l’area di lavorazione per evitare che si alzino nubi di particelle. La notizia, comunque, è che non si tratta di una delle “solite” sparate del sindaco Bandecchi. Questa volta ci sarebbe del metodo. Bandecchi ha dato disposizione alla polizia locale di effettuare controlli quotidiani su Ast.
Perché mai finora il nucleo ambientale della polizia locale aveva messo piede dentro la fabbrica, lasciando il controllo e il monitoraggio interamente nelle mani di Arpa Umbria. Le truppe di Bandecchi sono state messe in campo nell’ambito dello scontro sull’accordo di programma. Per Regione, Comune e organizzazioni sindacali, ci sono tutti i presupposti affinché Arvedi firmi l’accordo che dovrebbe sbloccare quasi un miliardo di euro di investimenti di cui 300 milioni di finanziamenti pubblici.
Ma il cavalier Arvedi resiste, perché dentro l’accordo di programma ci ha inserito la questione energetica. Nessuna firma finché non verrà ridotta la bolletta energetica. Uno sconto che però al momento non è possibile: il Governo ha già fatto sapere che la normativa non consente di ridurre il prezzo del kilowattora (si configurerebbe un aiuto di Stato). Il nodo energia potrà essere affrontato solo nel 2026 al momento del rinnovo dei canoni di sfruttamento delle centrale di Galleto.
La Regione dell’Umbria, con l’assessore allo sviluppo economico De Rebotti, ha già fatto sapere che intende dare luogo ad una società pubblico privata proprio per poter attuare una politica di prezzi calmierati soprattutto a vantaggio delle aziende del territorio. Nel frattempo è braccio di ferro. Arvedi resiste e Bandecchi prova a farlo cedere con il sostegno della polizia locale.


