Nuvole nere su Ast, Proietti e De Rebotti convocano i sindacati. Attese le due delibere sull’energia della Regione per provare a far ripartire la trattativa

SPOTLIGHT DI MARCO BRUNACCI | Giovedì ci dovrebbe essere l’incontro con i rappresentanti dei lavoratori. Il panorama è radicalmente cambiato, ma se l’Accordo di programma al momento sembra un miraggio, una mini intesa potrebbe essere possibile

di Marco Brunacci

La novità è questa: la presidente Proietti e l’assessore allo sviluppo economico, De Rebotti, hanno battuto un colpo e convocato per giovedì prossimo i sindacati, preoccupati dalle tante notizie che girano e che puntualmente Umbria7 racconta ai suoi lettori, per parlare di Ast.

La convocazione – che deve essere ancora annunciata ufficialmente – già da sola alimenta qualche speranza, in un panorama che è radicalmente cambiato rispetto a poche settimane fa. Una situazione internazionale nebulosa, un mercato senza spiragli, poche strade da percorrere per evitare che si passi da un’occasione di rilancio a una crisi.
Il perché di un sussulto di ottimismo?
La convocazione fa pensare che la Regione abbia finalmente intenzione di porre mano a due importanti delibere, che possono portare almeno un piccolo sprazzo di luce nel quadro così fosco. Sono delibere di fatto pronte, volendo potrebbero vedere la luce già nella riunione di giunta di martedì.

La prima: Proietti, al pari di Tesei, ha sposato l’idea di lasciare una riserva del 30% dell’energia prodotta a Galleto, a prezzo calmierato, alle aziende energivore umbre. Ora si tratta di mettere nero su bianco. Non sarà certo un tocco di bacchetta magica, ma potrebbe essere una novità sufficiente per sbloccare la situazione e magari convincere Arvedi a proseguire, se non sulla strada dall’Accordo di programma – ricordiamo, osteggiato assurdamente per mesi, con motivazioni politiche demenziali, anche da una parte del sindacato – almeno a orientarsi verso un mini-accordo.
Quando diciamo mini-accordo parliamo dell’utilizzo di 120 milioni del Pnrr da abbinare a un altro investimento del Gruppo di Cremona di almeno altri 100 milioni per lo stabilimento (ne ha spesi già 280).
La seconda delibera (anche qui Proietti come Tesei) dovrebbe prevedere la creazione di una società pubblico-privata, con il 51% all’ente pubblico il 49% a una partner privato (Enel o altri), e che consentirebbe dal 2029 (al momento del rinnovo della concessione) di portare in dono alle aziende umbre energivore, il 100% (non solo il 30% possibile da subito) della produzione di energia di Galleto a prezzo calmierato.

Se la convocazione di giovedì sarà preceduta da queste due delibere si potrebbe aprire qualche spiraglio in una trattativa tanto difficile, ora che il mondo è cambiato. Per altro, ormai è chiaro a tutti, se non si riesce a invertire in qualche maniera la rotta della trattativa, le conseguenze possono essere molto pesanti per l’Ast, per Terni e per l’Umbria. A partire
dall’occupazione.

Metrobus e modifiche alla circolazione a Fontivegge: ecco l’ordinanza

Tre sospettati di furto si schiantano con l’auto dopo un lungo inseguimento dei carabinieri