Ora è ufficiale: a Perugia niente sale pubbliche a nazifascisti, razzisti e antisemiti

Arriva il via libera definitivo del consiglio comunale al nuovo regolamento

PERUGIA – Niente spazi pubblici per nazifascisti, razzisti e antisemiti. Disco verde del consiglio comunale al regolamento per la concessione in uso temporaneo delle sale comunali. L’atto è stato approvato con 18 voti favorevoli e 10 contrari. Come ha spiegato l’assessora al bilancio Alessandra Sartore, si tratta «di uno strumento volto a garantire una maggiore trasparenza e uniformità nell’azione amministrativa dell’ente».
Il Comune, ha proseguito Sartore, dispone «di numerose sale utilizzate per le attività istituzionali e concesse temporaneamente a terzi per eventi aperti al pubblico relativi ad attività istituzionali, sociali, formative, politiche, sindacali, artistico-culturali e comunque consentite dalla legge». Il nuovo regolamento, ha aggiunto l’assessore, nel «testo risultante anche da emendamenti apportati in commissione, mette in condizione l’utente esterno di conoscere le condizioni, i tempi e le modalità della concessione, evitando che si applichino regole non omogenee fissate dai singoli uffici». In particolare, il regolamento chiarisce le regole per l’accesso e le dichiarazioni che deve rendere il richiedente in ordine al rispetto delle regole democratiche e di non discriminazione; stabilisce e conferma la preferenza accordata alle attività dell’ente rispetto a quelle dei soggetti terzi e, tra queste ultime, l’applicazione del criterio cronologico di presentazione delle domande; individua alcune fattispecie che consentono la concessione gratuita delle sale; indica in maniera chiara e dettagliata gli obblighi e le responsabilità dei concessionari; rimanda ad apposito atto della giunta comunale l’indicazione delle sale a cui si applica il regolamento, dell’ufficio competente al rilascio della concessione e delle regole di dettaglio da applicarsi alla singola sala.
Più in dettaglio, il comma 3 dell’articolo 2 stabilisce che, nell’ambito «del perseguimento dei fondamentali principi costituzionali, non verranno concessi utilizzi per iniziative finalizzate alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi o che abbiano tra i loro fini l’apologia del fascismo o del nazismo o dell’antisemitismo». L’articolo 6 (Richiesta dei locali), al comma 3 lettera g, precisa inoltre che la domanda di concessione deve tra l’altro contenere, a pena d’esclusione fatta salva l’applicazione del soccorso istruttorio, la dichiarazione del richiedente di «riconoscersi nei principi costituzionali democratici; non professare e non fare propaganda di ideologie neofasciste, neonaziste, razziste, in contrasto con la Costituzione e la normativa nazionale di attuazione della stessa, finalizzate alla ricostruzione del Partito Fascista; non perseguire finalità antidemocratiche, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza; garantire il rispetto della legge 20 giugno 1952, n. 645 (c.d. Legge Scelba) e dalla legge 25 giugno 1993 n. 205, (c.d. Legge Mancino); non utilizzare la sala per attività riguardanti il consumo di tabacco e/o prodotti alcolici, non distribuire materiale pornografico o legato al gioco d’azzardo; non perseguire atteggiamenti discriminatori e/o denigratori verso terzi».

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