TERNI – Ora la prova del campo, la prova del nove. Quella che dirà se la fantascientifica notte di giovedì è archiviata oppure ha avvelenato le menti e le gambe dei giocatori Rossoverdi. La Ternana lunedì sera incontra l’Arezzo per una partita importante per la classifica ma ancora più per gli equilibri societari e per il rapporto con la città.
Le giravolte del presidente Stefano D’Alessandro hanno intossicato la settimana di preparazione. Con il patron che prima ha licenziato il tecnico Abate e poi lo ha reintegrato “in notturna” dopo la rivolta della squadra e dei tifosi Rossoverdi. Il presidente è finito sotto accusa dai sui stessi stipendiati e dai tifosi che stentano a credere che la rottura tra il tecnico Abate e i vertici della Ternana Calcio sia stata determinata dalla convocazione o meno del figlio del presidente.
«Sono rimasto esclusivamente per i giocatori. Per la solidarietà e la vicinanza che mi hanno dimostrato. Non me la sono sentita di abbandonarli», queste le parole di Abate nel corso della conferenza stampa di presentazione di Ternana -Arezzo. Frasi che lasciano intendere come ormai non ci sia più stima tra lui e D’Alessandro, e che si sia creato un forte sodalizio tra allenatore e giocatori.
Basterà a reggere gli urti del campo? Basterà a conquistare una promozione in Serie B, che a questo punto diverrebbe una sfida del gruppo contro la società?


