Proietti: «Ottomila nuove disponibilità nelle liste d’attesa». Arriva il primo segnale dopo due mesi e mezzo. Ma quante saranno le prestazioni in ritardo?

L’annuncio della presidente via social. Si sottolinea che sono passati solo 10 giorni da quando è operativa la nuova squadra della sanità. Ma la montagna da scalare (arrivata nelle ultime settimane a circa 80mila ritardi) è molto alta

M.BRUN.

PERUGIA – Finalmente si parla di liste d’attesa. Finalmente la presidente Proietti annuncia sui social che ci sono «ottomila nuovi posti disponibili» e si sta approntando «un modo per ridurre gli spostamenti».

Il video potete ascoltarlo qui di seguito. Umbria7 sottolinea che Proietti fa riferimento ai «10 giorni da quando funziona la nuova squadra della sanità». Prima di questo «nuovo funzionamento», come si sa, le liste d’attesa sono cresciuti in maniera importante. Secondo il dato noto saremmo al doppio di quelle lasciate da Tesei. In due mesi e mezzo.
Non si capisce con esattezza se questi 8 mila posti disponibili siano un taglio alle 84 mila attese (secondo un dato) o alle 77 mila (secondo un altro dato). Si saprà in un prossimo video.
Va comunque segnalato come un passo in avanti rilevante, non certo per raggiungere il risultato dell’azzeramento delle liste d’attesa in tre mesi, che era ovviamente una “santa bugia” detta dalla candidata Proietti in campagna elettorale per vincere, ma per dare il primo input alla sanità dei prossimi cinque anni.
Soprattutto pare non ci sia più l’ossessione di voler parlare prima che delle liste d’attesa di conti della sanità, conti che sono quelli che sono, discreti, in un contesto di difficoltà enormi e con la necessità di porci mani tutti i giorni e vigilare su ogni posta di bilancio.
La partenza in definitiva è stata lenta, come più volte sottolineato, ma finalmente è arrivato il primo passo concreto. Proietti, nel video, ringrazia le direzioni delle aziende sanitarie, con i direttori che sono già pronti per essere sostituiti, e i «nostri professionisti». Chissà se sono stati già attivati – come ovvio in questi casi – uomini e mezzi della sanità privata, che sono il principale aiuto in questa battaglia per venire incontro alle esigenze dei cittadini.
Una curiosità finale: i cittadini non stanno rispondendo agli sms inviati dai Distretti sanitari nella maniera in cui ci attendevano i dirigenti della sanità. Nessuno stava morendo davanti alle porte chiuse degli ospedali. Per dire ancora, e magari per l’ultima volta, quanto sia distante la realtà dalla propaganda.

IL VIDEO PUBBLICATO DA PROIETTI

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