DI DIEGO DIOMEDI
TERNI – Fantozzi faceva la sua prima apparizione sullo schermo 50 anni fa e per festeggiare questo compleanno la Cineteca di Bologna riporta in sala, in versione restaurata, il primo episodio firmato da Luciano Salce della saga di quella, che a riguardarla oggi, ci appare con tutta evidenza l’ultima grande maschera della commedia dell’arte e di quella all’italiana, la più importante del ‘900 assieme a Totò.
“Esiste nella commedia italiana un personaggio più iconico di Fantozzi? Il ragionier Ugo condensa e racchiude in sé aneliti, desideri e paure di tanti italiani che in lui si sono rispecchiati e ancora continuano a farlo, tra amarezza e ilarità. E’ un reazionario che non sa di esserlo, il ragioniere, è goffo, meschino, umile con i forti e spietato con i deboli, e inoltre – per debolezza e per ignoranza – è vittima di tutte le trappole che la vita moderna gli tende: guarda troppa televisione, ama troppo il calcio, non resiste all’attrazione del consumismo, riempiendosi la casa di ciarpame.
E nonostante questo, o forse in virtù di questo, è un eroe nazionale, Fantozzi. Lo è stato fin dall’inizio e, a quanto pare, continuerà ad esserlo. Sì, perché la straordinaria scintilla d’intelligenza da cui è nato non si è lasciata imbrigliare dalle circostanze, pur dettagliatissime, dell’Italia degli anni a cavallo tra i Sessanta e i Settanta che viene ritratta (nei libri, prima ancora che nei film, ché Ugo è una creatura letteraria prima ancora che cinematografica): quelle, appunto, sono solo circostanze. Ma è l’invariabile e intramontabile sordida natura dell’essere umano in società a essere incarnata da Fantozzi, dalla schiera dei suoi colleghi e dai suoi capiufficio, archetipi ciascuno di qualche oscena disposizione (im)morale. Ed è qui che interviene la penna del genio: tutto questo viene ribaltato in chiave grottesca e ne esce un’infilata di sequenze la cui forza comica sembra non esaurirsi mai”.
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