«Antò, fa caldo». La macchina tappabuche vuole tornare spazzaneve

Il grande investimento dell’amministrazione Bandecchi, il parco mezzi per aggiustare le strade, non da i risultati sperati

TERNI – Prima il gelo, poi il caldo. Prima la corsa ad arruolare persino uno spazzaneve d’importazione, con 14 anni e 512mila chilometri sulle spalle, in aggiunta a tutta una serie di mezzi adatti alla manutenzione delle strade, poi la foto scattata dall’ex consigliere regionale Fiorini: “Il parco dei sogni infranto”. Tutti mezzi acquistati dal Comune fermi, 800mila «dindini» sprecati.

«Eppure fa caldo», sottolinea Fiorini. Il problema della tappabuche, infatti, era il freddo. Dopo solo due settimane è stata spenta perché a basse temperature non funzionava: il bitume si impastava e il mezzo si bloccava.

La campagna contro le buche del generale Bandecchi, comunque, non si è fermata. E’ stato messo in funzione un secondo macchinario, molto meno impattante rispetto alla tappabuche, mentre Palazzo Spada si preparava ad adire le vie legali contro l’azienda fornitrice, che poi è un concessionario di Torino che ha messo un miscelatore in “groppa” allo spazzaneve usato.

C’è di più. C’è un altro autocarro che sta per entrare nelle “grazie” di Palazzo Spada. Usato anche quello, comunque in buono stato. Intanto l’industria delle buche è sempre più attiva, vuoi per gli effetti delle piogge del mese di marzo e vuoi  per le gelate di gennaio Intanto le buche sono diventate voragini. Centinaia di fenditure sull’asfalto in tutte le strade delle città. Con gli operatori economici che si ritrovano a fare i conti con le gomme danneggiate dei propri mezzi di lavoro.

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