Auditorium Gazzoli, la sicurezza non è uno spettacolo

Uscite insufficienti per le rappresentazioni teatrali nelle sale Blu e Rossa. Si entra dalla scala antincendio

TERNI – Il problema, segnalato più volte dalle associazioni culturali che organizzano concerti e spettacoli al Gazzoli, è rimasto irrisolto: per le rappresentazioni teatrali e musicali il numero delle uscite di sicurezza è insufficiente.

Alle  due sale concerto, la Blu e la Rossa, ricavate nei sotterranei del  maestoso palazzo che porta il nome del della famiglia che lo commissionò sul finire del XVIII secolo, ora di proprietà dell’Ater, si accede da quella che era la cappella privata di Luigi Gazzoli, diventato cardinale nel 1803,  attraverso una scala antincendio. In ferro. Stesso percorso per l’uscita. Un incubo.

L’immobile, restaurato dall’Istituto per le case popolari e destinato ad uso pubblico, è diventato sede della Procura della Repubblica, che vieta di utilizzare lo stesso ingresso Perciò il Comune, che ha in concessione le sale-auditorium, ha trasferito l’ingresso nella cappella restaurata dove c’è la scala antincendio precedentemente utilizzata come uscita di sicurezza.  Il punto è che una volta entrati nelle sale Blu e Rossa, le vie di fuga non sarebbero consone al numero degli spettatori.

Alcuni infissi rimarrebbero chiusi durante gli spettacoli, come il portone principale.  Una situazione potenzialmente carica di pericoli, segnalata anche di recente all’amministrazione Bandecchi. Anche informalmente.  Ma Palazzo Spada è a corto di spazi culturali: Palazzo di Primavera è ostaggio di un lunghissimo intervento di efficientamento energetico,  l’ex chiesa del Carmine è soggetta a varianti al progetto di restauro,  il Verdi  è alle prese con un intervento mastodontico. Luoghi sottratti alla cultura rispettivamente da 5, 8 e 15 anni. Gli unici contenitori fruibili sono il Secci e, appunto, il Gazzoli, a cui Palazzo Spada non intende rinunciare.

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