M.BRUN.
PERUGIA – Block notes dedicato alle nomine regionali fatte e quelle da fare.
- Le nomine fatte: Giacomo Leonelli all’Adisu è il primo impegno mantenuto con l’area fuori dal centrosinistra tradizionale. La nomina di Giacomo Leonelli, segretario regionale di Azione, dimostra la volontà di tenere il campo larghissimo e di tentare di dare un futuro al Patto avanti. Leonelli è un’ottima candidatura (lo era anche per vicesindaco di Perugia, vista la sua esperienza) ma va considerato anche che è stato per anni segretario regionale del Pd. Quindi uno di casa nel centrosinistra vecchia maniera. Per altro un discorso politico, anche in Umbria, si comincerà a fare visti i grandi contraccolpi dentro il Pd dell’attuale dibattito su Europa e armamenti.
- Nomine fatte: Damiani batte Diotallevi per Aur. Qui il successo dell’ala più a sinistra della coalizione è sonante. Proietti avrà modo di rifarsi?
- E allora guardiamo avanti: il successo di Leonelli implica che il povero Avs Santi, che si è risvegliato la mattina con niente in mano mentre era andato a letto da assessore regionale, adesso verrà risarcito con la presidenza dell’Ater, che i ternani avevano rivendicato (inutilmente). Magari però il tecnico più alto in grado sarà di Terni.
- Restano due derby per definire le altre due caselle. Per Umbraflor corrono l’ultimo dei socialisti, Bertini, e Cruciani. Per Afor invece la battaglia è tra Anastasi e Fratini.
- Dopo questo giro si entra nel cosiddetto “girone Ferrucci”. All’illustre professore toccherà o Sviluppumbria, ad aprile, o, tra qualche mese, Gepafin (anche se togliere Campagna per tutti è da considerare un vero azzardo, visto il valore del tecnico, considerato però già come prossimo presidente di Banca Centro).


