TERNI – In occasione della giornata internazionale dei diritti della donna, Alessandra Robatto, giurista ed esperta legislazione di genere ed ambientale, porterà il proprio contributo per analizzare come alcune figure femminili abbiano preannunciato già nell’800 e nel ‘900 l’intelligenza artificiale. L’appuntamento, che rientra negli “Incontri di archeologia”, si svolgerà il 7 marzo alla biblioteca comunale di Terni. «Mi concentrerò su alcune donne che avevano scoperto già nelle epoche precedenti le macchine analitiche, una sorta di primi computer. Ampliando il mio intervento al fatto che la cultura sia legata al censo e allargando la visuale fino all’avvento dell’intelligenza artificiale» spiega Robatto.
“Le incantatrice, le magnifiche, le indomabili: ritratti di donne che hanno lasciato un segno” è il titolo dell’evento. «Le donne che avevano disponibilità economica venivano alfabetizzate, mentre le altre o erano autodidatte o rimanevano indietro, facendo le moglie o le madri – prosegue Alessandra – Per tale ragione, in occasione della giornata internazionale dei diritti alle donne, analizzo il diritto alla cultura come crescita personale e di livello. Ogni anno, nel mese di marzo, faccio questi interventi, per esaminare la crescita della donna nell’empowerment e come, anche la cultura, si basi su differenze di genere».
Non mancherà il focus sull’intelligenza artificiale: «Anche l’IA è una questione di genere perché il software è universale, più dati ci metti all’interno e più è scientificamente esatto quello che produce – spiega la giusta – Ma chi mette i dati sono principalmente gli uomini, quindi l’intelligenza artificiale è maschile e maschilista. Esamina un aspetto avendo dati messi solo dall’impronto dell’intelligenza maschile, non offre una visione neutra e neutrale».
«In generale – conclude Alessandra – C’è stata una grande emancipazione delle donne. Soprattutto a partire dal 900 con l’inserimento della donna nella produzione e trasmissione della cultura. Negli ultimi 50 anni la cultura è stata prettamente femminile. Basti pensare che l’80% di chi legge libri di letteratura 80 è composto da donne».



