TERNI – «Le zeppole per oggi sono terminate, le frittelle di riso arrivano». Ci sono forni che si sono dovuti organizzare per rifare i dolci di San Giuseppe a metà giornata. Volati. «La festa del papà è una festa molto sentita, ma mai come quest’anno è stata celebrata con un dolce augurio». Luca D’Antonio, della omonima pasticceria, insieme alle frittelle di San Giuseppe e ai bignè alla crema, ha venduto una marea di torte. «Tutte ordinate qualche giorno prima e tutte con dedica» – sottolinea D’Antonio tantissime. «Mai la stessa: qualcuno ha voluto la scritta Sei forte papà, altri Auguri superpapà». Un ritorno alla semplicità.
Secondo un sondaggio di Confesercenti, oltre il 50 per cento dei ternani avrebbe festeggiato la ricorrenza con un prodotto di pasticceria, il 12 per cento regalando un libro, il 18 per cento acquistando una t-shirt o una camicia. Ma stando alle file che si sono dovute fare per non far mancare in tavola la tradizionale frittella di San Giuseppe, è probabile che i dati debbano essere rivisti. Tante frittelle, liquori, torte, specialità regionali. «A comprare un capo di abbigliamento sono in genere i giovani di età compresa tra i 18 e 34 anni» – sempre secondo gli uffici statistica di Confesercenti. Che al regalo ci hanno evidentemente abbinato qualche frittella di San Giuseppe.


