I 243 milioni di sbilancio della sanità erano 90 ma forse sono 40. La stangata delle tasse è invece di 322 milioni. Ma ora la Giunta Proietti abbatterà le 90 mila liste d’attesa?

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Finito lo show, anche un po’ maldestro, sui deficit, Proietti – dice un imprenditore assisano – diventa “Santa Stefania delle Tasse” e si assicura una cifra aggiuntiva record che nessuno ha mai avuto. L’ex presidente Pd Marini teme che pagheranno i più deboli. Si vedrà nei prossimi 5 anni di governo

DI MARCO BRUNACCI

PERUGIA – L’ultima notizia dalla Florida (Usa) dice che il governatore Ron De Santis, ha trovato il modo di restituire 878 milioni di dollari di spesa pubblica in eccesso.

Vogliamo dire che l’Umbria va in controtendenza internazionale? Per carità, è solo per un sorriso. Torniamo seri invece per sintetizzare la situazione umbra: adesso che il gioco – per altro così chiaramente annunciato – si è concluso col successo della giunta regionale Proietti e un aumento da stordire un cavallo delle tasse regionali, il governo può finalmente mettersi al lavoro. Ovviamente a partire dalle liste d’attesa che continuano a crescere. Basta discussioni. L’opposizione farà bene a protestare e contestare ma chi ha vinto decide. E la decisione è presa, la tassazione per gli umbri vola ai massimi e lo sarà almeno per 5 anni.
Riflessioni, per riassumere cosa è successo.

  1. Senza alcuna polemica, solo numeri: i 243 milioni di sbilancio della sanità – Umbria7 dixit – erano una brutta favola raccontata male, la sanità aveva – ha subito detto la presidente Proietti – 90 milioni di “buffo”. Nella prossima settimana si saprà che i milioni non sono 90, ma probabilmente non più di 40-45. O almeno questo prima che entrasse in carica Proietti. Quel che è successo dopo il 28 novembre non lo sappiamo, ma è inutile insisterci: serve solo per sottolineare agli affezionati lettori che le informazioni di Umbria7 sono corrette e verificate.
  2. Ora invece noi non sappiamo se sia esatto il conto di 322 milioni di tasse in più sul groppone degli umbri – e dispiace ricordarlo ma De Santis al momento non accetta immigrati in Florida – ma certo è proporzionato. Accettiamo di modificare la cifra se arriveranno precisazioni.
  3. Certo è che a fronte di 40-45 milioni di deficit sanitario la nuova giunta Proietti (lasciateci un’altra battuta, mutuata da un imprenditore non piccolo, zona Assisi, che però ammette di aver votato a destra: “Da oggi la nostra grande presidente si chiamerà Santa Stefania delle Tasse”) avrà a disposizione una quantità di denaro molto, ma molto superiore ai presunti deficit. L’Umbria avrebbe le risorse per non andare a questo punto al tavolo del Ministero dell’Economia e Finanza (Mef) per il riparto straordinario dei fondi per la sanità tra le regioni, che si fa ogni anno. Ma – tranquilli – ci andrà ugualmente.
  4. Umbria7 qui deve però fare i complimenti a chi nel centrosinistra ha studiato la strategia. Non tanto per il prevedibile e abbastanza maldestro giochetto sui numeri del deficit sanitario, quanto per i tempi e i modi delle scelte: se si colpiscono i cittadini nei loro interessi va fatto subito, a inizio legislatura e con forza. Vantaggi: il governo ha 5 anni per spendere soldi come meglio crede, gli umbri hanno 5 anni per farsene una ragione e concludere che l’Umbria non è e non sarà mai la Florida, e continuare a votare centrosinistra.
  5. In verità la piccola festa è stata rovinata dal post di Catiuscia Marini. La sua critica, avanzata con grande garbo, è così centrata che l’opposizione difficilmente saprà fare di meglio: tenendo presente la composizione sociale di questa regione, se si vogliono difendere le fasce deboli, come da programmi del centrosinistra, è necessario operare sul contenimento della spesa e sulle riforme strutturali, come lei ha fatto per 9 anni. Perchè, va da sè, che l’aumento della pressione fiscale si riverbera su prezzi e servizi e finisce per gravare sui deboli non garantiti, sulle micro attività commerciali o artigianali e tantissimo sui pensionati. Come dire: la struttura portante della società umbra. Qui infatti gli operai non sono molti, sono invece ancora parecchi i dipendenti pubblici, che dagli aumenti di tasse avranno ripercussioni limitate o addirittura potranno trarre vantaggio dalla maggiore capacità di spesa degli enti ai quali appartengono. Ma anche qui c’è un problema: per l’Umbria il pubblico impiego non è così rilevante come un tempo. Lo è ancora in città come Perugia, ma non più a Terni. Tanto di meno in altre aree della regione. Chi scrive ha avuto spesso dissensi, anche aspri, con l’ex presidente Pd della Regione, oggi deve dire: chapeau.
  6. Piccola nota a margine per il povero ex assessore alla sanità umbra, il veneto Coletto. Nel centrodestra, soltanto nominarlo provoca attacchi di bile, aggravamenti di ulcere, attacchi di tosse canina. Ma nella sua intervista al quotidiano La Nazione, Coletto ha detto una cosa decisiva: il sistema sanitario umbro ha uno squilibrio strutturale dovuto alla presenza ancora di 17 ospedali 17 e di due aziende ospedaliere, una a Perugia e una Terni (invece che una sola azienda in due sedi, gli ospedali di Perugia e di Terni). Questo sistema (creato come ovvio da 50 anni di governo di centrosinistra) l’Umbria non è in grado di mantenerlo.

Chi ha avuto, come chi scrive, la fortuna di seguire gli sforzi dei migliori amministratori del centrosinistra di governo dell’Umbria per risolvere questa dirimente questione, sa che è possibile fare qualche miglioramento, ma cambiare è praticamente impossibile. Non c’è riuscito il centrosinistra con maggioranze che una volta si chiamavano bulgare, non poteva certo farlo il centrodestra che ha ereditato dal centrosinistra questo sistema non sostenibile e ha avuto meno di tre anni (causa Covid) per provare a incidere. Finita la propaganda, le urla, gli strepiti, le stupidaggini ideologiche, se c’è qualcuno al quale sta a cuore il futuro della sanità regionale dal Coletto-paper deve ripartire. Difficilmente avrà successo. Ma quando saranno finiti anche i 322 milioni di euro versati in più dai contribuenti umbri, qualche idea bisognerà pur farsela venire.
Buone tasse a tutti.

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