PERUGIA – «Conti della sanità, cifre sparate per fare facile sensazionalismo»: a intervenire sul tema sono i consiglieri regionali di centrodestra Paola Agabiti, Matteo Giambartolomei e Eleonora Pace (Fratelli d’Italia), Nilo Arcudi (Tesei presidente – Umbria civica), Enrico Melasecche e Donatella Tesei (Lega), Laura Pernazza e Andrea Romizi (Forza Italia).
«I 240 milioni di euro – continuano dall’opposizione – costituiscono solo un dato parziale, compensato dai 153 milioni positivi. Quindi il disavanzo finale dei conti della sanità umbra sarebbe di 90 milioni euro circa, perfettamente in linea con i bilanci regionali dal 2017 ad oggi. Inoltre le cifre sono state diffuse dalla presidente della Giunta, Stefania Proietti, senza chiarezza su chi effettivamente abbia elaborato i dati. A quanto ci risulta, fino alla settimana scorsa non esisteva alcun atto dirigenziale che individuasse la società esterna privata, di fiducia politica della Giunta, incaricata di questa analisi. La Giunta Proietti mette le mani avanti per cercare di giustificare i tagli alla sanità e l’aumento delle addizionali Irpef».
Proseguono dal centrodestra: «L’ultimo atto ufficiale della Direzione regionale Salute e Welfare sui conti della sanità risale a novembre 2024 e attesta un disavanzo complessivo di 40 milioni di euro nel 2024. Una situazione in linea con il passato della regione e con un quadro nazionale ben più critico per molte altre realtà. Da allora, però, sono state fatte circolare dalla sinistra solo congetture e numeri diffusi senza alcun reale supporto documentale. Noi stessi nel 2019 abbiamo ereditato oltre 100 milioni di euro di disavanzo dalla sinistra sui conti della sanità, senza contare che non c’era ancora stata la pandemia, che ha disastrato i conti di tutte le sanità regionali, ancora in attesa del totale dei fondi covid promessi dall’ex ministro Speranza».
Dicono ancora i rappresentanti dell’opposizione: «Per l’Umbria si parla di circa 90 milioni mai arrivati. La delibera della Giunta Proietti che autorizzava la dirigente regionale competente ad affidare l’incarico ad un’azienda privata per la verifica dei conti è datata 26 febbraio 2025. Tuttavia, a quanto ci risulta, non è seguito alcun atto formale da parte della dirigente incaricata. Cosa è accaduto nel frattempo? Quando e come è stata incaricata la società di fiducia politica della Giunta? È davvero possibile che in pochi giorni sia stata effettuata una ricognizione completa e affidabile sui complessi conti della sanità umbra? Sarebbe gravissimo se la società privata avesse avuto accesso a documenti riservati prima dell’affidamento ufficiale. Tra l’altro esiste Agenas, società pubblica del Ministero, che effettua già analisi del genere. Qualcosa non torna rispetto alle dichiarazioni confuse della Giunta. E su questa vicenda, così come di molte altre, intendiamo andare fino in fondo». E ancora: «Anche le cifre fatte trapelare non convincono: più che un’analisi dettagliata dei conti, sembrano semplicemente la somma dei disavanzi di sempre delle aziende sanitarie e ospedaliere. Non un buco di bilancio come qualcuno sta cercando di far passare, non 243 milioni inventati di sana pianta, ma uno squilibrio di 90 milioni di euro complessivi, quale somma algebrica dei conti interni alla sanità, che si verifica regolarmente in Umbria dal 2017 e che è sempre stato ripianato negli anni dalle varie Giunte, visto che tutti i bilanci sono stati chiusi in equilibrio e certificati dal MEF fino al 2023. Senza contare i 50 milioni derivanti dal riparto sanitario nazionale in più rispetto al 2023 e il payback di circa 30 milioni che devono ancora pervenire». Concludono: «Ciò che in passato era normale gestione, bene a conoscenza del PD che aveva accesso a tutti i dati, viene improvvisamente dipinto come emergenza straordinaria. Questo dimostra come la presidente Proietti e la sua squadra cerchino di mettere le mani avanti per giustificare non solo i tagli di servizi sanitari e professionalità sulla pelle dei pazienti, ma anche i prossimi aumenti dell’addizionale Irpef, cosa mai avvenuta negli anni passati, che andranno a incidere sulle tasche dei cittadini. Insomma, quello architettato sembra solo un tentativo ridicolo per tentare di togliersi dall’imbarazzo di non aver saputo mantenere le promesse elettorali urlate al megafono. Un esempio su tutti? Le liste d’attesa, che in pochi mesi sono raddoppiate, nonostante l’impegno dichiarato di azzerarle».
LA NOTA DEL PARTITO DEMOCRATICO
«Ammonta a 243 milioni e 500mila euro di disavanzo, distribuiti nei conti delle aziende sanitarie e ospedaliere dell’Umbria, il buco della sanità che la destra al governo ha lasciato in eredità. Un dato impressionante, che conferma la strabiliante capacità della già presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, di creare voragini nei bilanci delle amministrazioni che è chiamata a gestire». Così in una nota il gruppo del Partito democratico all’Assemblea legislativa dell’Umbria, commentando «il lavoro dell’Advisor esterno scelto per l’analisi dei conti della sanità, che nei giorni scorsi ha concluso il proprio operato».
«La verifica della situazione dei conti della sanità, quell’operazione verità che la destra ha deriso, spaventata dal risultato che poteva uscirne – spiega il gruppo Pd – è la testimonianza che gli allarmi che abbiamo lanciato nel corso degli ultimi anni erano più che giustificati e che la sanità, che rappresenta l’80 per cento del bilancio regionale, è stata gestita con incapacità e pressappochismo nell’ultima legislatura. A muovere la destra, per cinque anni, è stato solo l’obiettivo di radere al suolo il lavoro di anni, che aveva reso l’Umbria regione benchmark per servizi e prestazioni. Così, dal 2019 al 2025 la sanità è passata dall’attivo al passivo, la mobilità è diventata passiva, favorendo l’esodo degli umbri verso altre regioni e non essendo in grado di attirare altri dalle regioni limitrofe. E la gestione della pandemia, situazione senza dubbio straordinaria, non può certo essere la scusa per una gestione caotica e schizofrenica, durante la quale sono scappati dall’Umbria una ventina di direttori, spaventati dal caos di una sanità a trazione Lega».
«Gli umbri e le umbre – continuano i consiglieri regionali Pd – hanno toccato con mano il precipitare della sanità umbra, l’abisso della mancanza dei servizi, dell’assenza di una sanità territoriale e dello smantellamento di presidi. Il tutto senza una programmazione e un benché minimo miglioramento dell’assistenza di ciascuno. A questo disavanzo, poi, si affianca un altro regalo della destra al governo nazionale, quei tagli chiamati ironicamente ‘contributi’, che toglieranno all’Umbria 40 milioni nei prossimi tre anni. Gradualmente dunque cade la maschera elettorale che la destra aveva indossato, quella cortina di fumo che li voleva far vedere come capaci e inattaccabili. La realtà è ben altra, i numeri lo dicono e certificano l’incapacità della destra di governare».


