TODI (Perugia) – «Ringrazio Il sindaco Bandecchi per aver rinnovato il rapporto secolare tra Todi e Terni. Già nel tredicesimo secolo Terni era sottomessa a Todi e, ancora oggi, il nostro stemma ufficiale vede l’aquilotto nero di Terni sotto le ali della nostra protezione»: a dirlo è il primo cittadino tuderte, Antonino Ruggiano.
Prosegue il sindaco di Todi: «Al momento, tuttavia, la questione mi sembra leggermente fuori luogo. In ogni caso, noi siamo, proprio come Terni, della parte dell’Umbria che mangia la pizza (sotto il foco e di pasqua dolce e al formaggio) e mai la torta (al testo e di pasqua dolce e al formaggio).l più antico stemma di Todi conosciuto è in pietra scolpita nell’anno 1267, come si vede nell’iscrizione che lo accompagna sopra la porta del palazzo del Popolo. Qui l’aquila tiene fra gli artigli un drappo: ma in un altro stemma a colori del 1340 l’aquila non stringe nulla, e nemmeno in un altro del 1347; mentre un’aquila di bronzo (opera di Giovanni di Gigliuccio del 1339) la quale si vede ancora sulla facciata del palazzo della Pretura, ha il drappo». Conclude Ruggiano: «Nei primi anni del duecento, sulle ali dell’aquila furono aggiunti due aquilotti neri volti l’uno verso l’altro per significare Terni ed Amelia che avevano in protezione. Il capo dell’aquila è indifferentemente volto di fronte o a destra».


