La nuova Giunta aumenta le tasse, ecco quanto per ogni aliquota

La delibera nel dettaglio

PERUGIA – La delibera c’è. Ad approvarla è stata la giunta riunita a palazzo Donini nella giornata di giovedì 21 marzo. Già da lunedì l’atto potrebbe approdare in prima commissione. Quali saranno gli aumenti? Lo spiega nel dettaglio la relazione scritta all’inizio della delibera.

«Il progressivo aumento della rigidità della spesa del bilancio e i vincoli di finanza pubblica divenuti ancora più stringenti a decorrere dal 2025 con i nuovi parametri di equilibrio concordati in sede europea – si legge – hanno visto la loro concretizzazione, attraverso un taglio lineare dei trasferimenti da parte del Governo, con una riduzione di circa 40 milioni dei trasferimenti dallo Stato centrale alla Regione Umbria nel prossimo triennio».
E ancora: «Una riduzione dei trasferimenti che va ad assommarsi al deficit strutturale con un risultato economico negativo ad oggi di 90 milioni di euro del consolidato regionale della sanità, esito dello squilibrio tra il disavanzo delle 4 aziende del Servizio sanitario regionale pari a -243 mln e il risultato positivo della Gestione Sanitaria Accentrata regionale pari a 153 mln».
La necessità irrinunciabile, secondo la giunta Proietti, è «fornire risposte alle esigenze delle persone e della comunità regionale non potendo comprimere ulteriormente il fabbisogno necessario a garantire la continuità dei servizi essenziali, in primo luogo la sanità pubblica, ha determinato l’obbligo di attivare la manovra fiscale in oggetto finalizzata a recuperare le risorse indispensabili per assicurare: un sistema sanitario pubblico efficiente, accessibile e di qualità per tutti i cittadini; il sostegno per un efficiente e sostenibile trasporto pubblico locale; il sistema del diritto allo studio e dei servizi agli studenti; il potenziamento degli interventi nell’ambito sociale ed educativo e di contrasto alla povertà; lo sviluppo economico, le politiche attive del lavoro, la cura dell’ambiente e del territorio; il cofinanziamento integrale dei programmi comunitari fino ad oggi insufficiente».
Si legge ancora: «L’ordinamento giuridico riconosce alle Regioni autonomia finanziaria che si concretizza principalmente con la capacità fiscale attraverso la facoltà di regolazione di aliquote e di tributi assegnati alle Regioni e che agiscono sui redditi prodotti nei rispettivi territori e/o dai rispettivi residenti. Le politiche di garanzia minima per la coesione sociale e la tenuta del sistema regionale che si intendono realizzare richiedono importanti risorse per reperire le quali si è deciso di intervenire sulle leve fiscali entro i margini di manovra riconosciuti alla finanza regionale parametrandone il più possibile l’effetto in base ai redditi e salvaguardando quelli più bassi».
Quindi: «In particolare, la maggiorazione dell’addizionale regionale all’IRPEF opera con progressività sul secondo, terzo e quarto scaglione di reddito (tra 15.000 e 28.000 euro, tra 28.000-50.000 euro e sopra i 50.000 euro); resta invariata e pari a zero l’aliquota del primo scaglione (fino a 15.000 euro). La manovra sull’IRAP interviene con una maggiorazione nella misura dello 0,50 punti base sull’aliquota ordinaria (3,90%), estesa in modo omogeneo su una platea differenziata di categorie economiche. Essendo sia l’addizionale IRPEF che l’IRAP in aumento non si applicano i limiti previsti nei casi di riduzione dell’uno ed aumento dell’altro tributo».
E ancora: «L’incremento della tassa automobilistica interviene per la prima volta in assoluto per la Regione Umbria, essendo tra le poche Regioni che non hanno mai applicato alcuna maggiorazione sulle tariffe di base fissate dallo Stato fin dalla sua attribuzione alle Regioni».
Infine: «Gli effetti della manovra fiscale avranno una decorrenza differenziata; infatti solo l’addizionale regionale all’IRPEF decorre dall’anno di imposta 2025, mentre per l’IRAP e la Tassa Automobilistica le maggiorazioni previste decorreranno dal 1° gennaio 2026. Le maggiori entrate previste con il presente disegno di legge sono accantonate nel bilancio regionale 2025-2027 in attesa della definizione della legge di variazione che ripartisce le risorse tra gli interventi soprarichiamati in coerenza con gli obiettivi strategici e in relazione ai fabbisogni strutturali in corso di contabilizzazione».

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