TERNI – Dopo le notizie circolanti sul mancato rinnovo della rassegna musicale di Umbria Jazz, Marco Cecconi presenta in consiglio comunale un atto di indirizzo con l’obiettivo di programmare, con la Fondazione Umbria Jazz, un’edizione ternana. Con la ferma volontà di «costruire le migliori condizioni di contesto per il successo della manifestazione (logistica, sostegno economico, ricerca di risorse aggiuntive attraverso stabili sponsorizzazioni, agevolazioni tariffarie», come si legga nell’atto.
Considerando che la rassegna musicale denominata Umbria Jazz ha superato nel 2023 il giro di boa dei 50 anni di vita che ha collocato questa manifestazione, da molto tempo, tra le rassegne musicali più conosciute e qualificate in Italia e al mondo; che Umbria Jazz tè stata inserita ra “le manifestazioni musicali e operistiche di assoluto rilievo nazionale; all’immagine di qualità del cartellone annualmente offerto da Umbria Jazz, si associa la sua potente valenza anche in termini di marketing territoriale; che l’edizione invernale di Orvieto, a cavallo delle festività di fine anno, ha puntato tutto sulla messa a fuoco di una propria identità nei contenuti e, appunto, nella ricorrenza delle date: due elementi che hanno radicato e promosso anche questo secondo appuntamento annuale, consegnandolo al successo di pubblico ed al beneficio che l’economia cittadina ne ha tratto; in vista di questi stessi obiettivi, anche la nostra città di Terni, negli anni ’90, a cavallo delle due Amministrazioni-Ciaurro, aveva faticosamente costruito con la Fondazione Umbria Jazz un percorso virtuoso, che aveva portato ad ospitare proprio nella nostra città una terza, fortunatissima, edizione annuale; l’edizione ternana di Umbria Jazz, calendarizzata nella settimana delle festività pasquali, aveva innanzitutto restituito alla nostra città quel pezzo delle origini e della storia di questa manifestazione, che le apparteneva (diciamo così…) di diritto: dato che il primo concerto in assoluto di questa rassegna musicale si era tenuto proprio a Terni, ed esattamente a Piediluco, nella bellissima location di Villalago, il 19 agosto 1973; anche l’edizione ternana di UJ degli anni ’90 aveva puntato su un propria specifica identità (legata, in questo caso, al gospel ed alla musica soul) e ad una calendarizzazione costante.
Al contrario, con l’avvento dell’Amministrazione-Raffaelli (come è stato ricordato proprio in questi giorni dal direttore artistico di UJ, Pagnotta), è prevalsa la scelta – fallimentare – di rinunciare ad un simile brand, annullare l’edizione pasquale di Umbria Jazz e sostituire l’appuntamento con un ben più provinciale “Terni in Jazz”: proposta che, a parità di impegno economico per il Comune, ha prodotto risultati infinitamente più modesti in termini di pubblico e di attrattività. Dopo quella disastrosa esperienza, negli anni successivi, per tentare di porre rimedio all’ingiustificato divorzio tra il Comune di Terni ed Umbria Jazz, è stata intrapresa la strada di “Umbria Jazz week end”: una strada che avrebbe avuto bisogno di essere percorsa con determinazione e costanza, un’adeguata promozione pubblicitaria, una sicura riconoscibilità nelle date, una marcata riconoscibilità nei contenuti dell’offerta musicale. A fronte di tutto ciò Cecconi impegna il sindaco e la giunta a rilasciare relazioni con la Fondazione Umbria Jazz.


