DI DIEGO DIOMEDI
TERNI – Molti i territori studiati dal focus redatto da Giuseppe Coco per l’Agenzia Umbria Ricerche con l’attenzione al turismo umbro. Per il territorio ternano si nota che il picco di arrivi registrato nel 2023, ulteriormente consolidato nel 2024, può essere ricondotto a un modello di attrattività turistico-territoriale che integra in modo sinergico risorse naturali iconiche e accessibilità strategica. Sicuramente la Cascata delle Marmore, tra le mete più frequentate della regione, ha continuato a fungere da polo di richiamo primario, mentre la vicinanza a Roma ha favorito un costante afflusso di visitatori, specialmente nei mesi estivi.
Per l’Orvietano l’agenzia afferma: “Nel 2022, gli arrivi risultavano nettamente inferiori rispetto al 2019 e, sebbene il biennio successivo abbia segnato una ripresa, i dati del 2023 e 2024 evidenziano un recupero solo parziale, senza un completo riallineamento con il periodo pre-Covid.Parallelamente, le presenze hanno superato i valori del 2019 a partire dal 2023, suggerendo una trasformazione nelle modalità di fruizione dell’area, con una permanenza media più lunga. Questa tendenza potrebbe riflettere un maggiore orientamento verso forme di slow tourism, in cui la valorizzazione del patrimonio storico-artistico e l’esperienza enogastronomica assumono un ruolo centrale.
Nonostante le persistenti difficoltà sul fronte degli arrivi, Orvieto mantiene una posizione di rilievo nel turismo culturale umbro. La mancata convergenza degli arrivi con i livelli pre-pandemici solleva tuttavia interrogativi sulle dinamiche che hanno condizionato il comparto locale, in particolare rispetto all’evoluzione della domanda e alla capacità competitiva del territorio.” Un dettagli anche sul territorio ternano: “L’analisi dei flussi turistici nel comprensorio ternano evidenzia una traiettoria di crescita lineare e priva di significative flessioni, a partire dal 2022, un anno che per molte destinazioni ha rappresentato una fase di transizione nel percorso di ripresa post-pandemica. Il picco di arrivi registrato nel 2023, ulteriormente consolidato nel 2024, può essere ricondotto a un modello di attrattività turistico-territoriale che integra in modo sinergico risorse naturali iconiche e accessibilità strategica. In particolare, la Cascata delle Marmore, tra le mete più frequentate della regione, ha continuato a fungere da polo di richiamo primario, mentre la vicinanza a Roma ha favorito un costante afflusso di visitatori, specialmente nei mesi estivi”.


