Per l’aiuola di corso Tacito non c’è speranza

Tagliato il pino, otto mesi di degrado e abbandono

TERNI – Quel 18 luglio del 2024 Terni ha detto addio al bel pino di largo villa Glori. Al suo posto non è arrivato un bel fico. In 18 giorni è successo di tutto: i primo del mese il sindaco Bandecchi ha firmato la sentenza di morte «per motivi di sicurezza», il 5 ha fermato le operazioni senza però revocare l’ordinanza di abbattimento, gli ambientalisti hanno manifestato, le opposizioni hanno chiesto di risolvere il problema in altro modo, l’architetto Luciano Marchetti ha presentato un progetto per farlo continuare a vivere senza rischio crollo, ma il pino è stato abbattuto lo stesso.  Per lui non c’era speranza –  disse Bandecchi –  ma per l’aiuola sì. Il sindaco assicurò che quell’aiuola non sarebbe rimasta spoglia, che presto sarebbe stato messo a dimora un albero ornamentale.

Poi niente. Otto mesi così, senza cura, a parte quella di una cittadina volenterosa. Niente pianta sostitutiva, niente di niente.  Eppure siamo nel cuore della città: a corso Tacito, angolo largo Villa Glori. A dieci metri dalla scultura di Mark Kostabi e a venti da Palazzo Montani Leoni, sede della Fondazione Carit, che il  16 aprile aprirà le porte alla grande mostra sull’Impressionismo.

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