TERNI – A Palazzo Spada e in via Bardesca sparano fuochi d’artificio da due giorni. Ternana Calcio e Comune di Terni hanno rimesso mano al dossier dello stadio. Il Rup Piero Giorgini, in una nota istituzionale, ha fatto sapere che la Ternana Calcio entro un mese produrrà tutta la documentazione necessaria per convalidare l’iter autorizzatorio. Una nota che ha messo nero su bianco la dichiarazione social fatta il giorno prima dal Stefano D’Alessandro.
Nel carteggio, anche il piano economico finanziario alla base della sostenibilità del progetto dello stadio. Un Pef incentrato sui proventi della clinica privata.
E qui entriamo nel regno del chiaroscuro. Se Bandecchi sindaco ha suonato la grancassa della comunicazione per rilanciare la realizzazione dello stadio, Bandecchi imprenditore tace sull’accordo raggiunto con Stefano D’Alessandro per il Pef dello stadio.
Il terreno su cui sorgerà la clinica, infatti, è della Ternana Women, cioè di Stefano Bandecchi. E la chinica si dovrà realizzare per sostenere le spese dello stadio. Ad un certo punto, dunque, Stefano Bandecchi sindaco dovrà rilasciare la licenza edilizia a Stefano Bandecchi imprenditore, sempre che sia quest’ultimo a realizzare la clinica.
Nel caso in cui, invece, Bandecchi ceda il terreno a D’Alessandro, comunque l’area del patron di Unicusano avrebbe avuto un ruolo fondamentale nella vicenda. Di dritto o di sguincio, Bandecchi è l’architrave dell’operazione stadio – clinica. Tutti questi ruoli andranno d’accordo tra di loro anche dal punto di vista legale e normativo? Basterà, al sindaco, astenersi nelle vitazioni di giunta e di consiglio per salvare capra e cavoli?


