Sanità/ Fact-checking (verifica dei fatti): perché 243 milioni non significano niente e le bugie non migliorano la salute degli umbri

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Nessuno sa in che tempi e modi si è arrivati allo sparo-show di questa cifra. Si sa però che i milioni di presunto disavanzo sono 90, ma più probabilmente 40. E questa è solo la strada per aumentare le tasse (Irpef) agli umbri. Ecco una breve guida

DI MARCO BRUNACCI

PERUGIA – Proviamo a fare un minimo di verifica (si dice: fact-checking), se c’è qualcuno che ha ancora voglia di distinguere tra le bugie e la verità dopo il brutto show sui 243 milioni di presunto “rosso” della sanità, un numero che non vuol dire di per sé niente, ma che almeno va messo in un contesto corretto.

  1. Come si è arrivati allo sparo di questo fuoco d’artificio? Pare di capire – così viene suggerito – attraverso il lavoro di una primaria società privata di revisione. Questa scelta significa sfiduciare l’apparato pubblico. Dirigenti della Regione che hanno questo compito, Agenas, Mef, Corte dei Conti. E ci sta. Proietti copia Trump? Divertente.
  2. Questa scelta va fatta però con delibera dirigenziale dopo atto di Giunta. La delibera al momento non si trova. Aspettiamo comunicazioni. Ma la delibera è decisiva.
  3. C’è l’atto di Giunta: si decide di pagare (non poco) una primaria società privata per avere un check sui complicatissimi bilanci sanitari a fine febbraio. Tempo? Entro il 30 aprile. Siamo al 19 marzo e tutto già si sa? Ammesso che ci sia una (indispensabile) delibera che non conosciamo, questi qui sono Speedy Gonzales.
  4. Ma è la cifra propagandata che è un insulto all’intelligenza degli umbri: 243 milioni può essere lo sbilancio delle 4 aziende sanitarie (denunceranno i direttori?), ma è 90 milioni il “rosso” reale della sanità con la sola applicazione della legge che prevede fondi del Gsa (Gestione sanitaria accentrata). È parte del bilancio. Non l’hanno vista gli occhiali controllori?
  5. In realtà non sono neanche 90 i milioni di “rosso” perché vanno calcolati 28 milioni del pay back e altre poste che arrivano dal bilancio regionale.
  6. Se ci fosse un po’ di serietà si parlerebbe di 40-45 milioni di sbilancio. Un disavanzo tra i più bassi di quelli totalizzati da queste parti negli ultimi anni del centrosinistra come del centrodestra.
  7. Come si compensano? Partecipando al tavolo che il Governo nazionale tutti gli anni appronta per un ulteriore riparto di fondi. La rossa Emilia si è presentata con 800 milioni da ripianare, la “rossa” Toscana con 400. Saranno un problema i 40 dell’Umbria?
  8. Perché allora si è sparato 243 (terno secco sulla ruota di Napoli 24-3)? Le ipotesi sono due: a) la presidente Proietti vuol farsi nominare commissario ad acta dal Mef per giustificare il fatto che, da quando è presidente, le liste d’attesa per i cittadini umbri sono peggiorate; b) vuole trovare la scusa per aumentare il tasse (Irpef) ai cittadini umbri, secondo la peggiore scuola della peggiore sinistra.
    Pensare – e qui finiamo – che tutti abbiamo sperato che finalmente si partisse con una governance seria della sanità umbra, imparando dagli errori del passato. E Umbria7 ancora ci spera e aspetta, con residua fiducia, i prossimi 5 anni. Ma, una buona volta, si cominci a lavorare per la salute dei cittadini e basta propaganda e bugie.

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