di Marco Brunacci
PERUGIA – Non c’è verso, la giunta regionale non ha ancora deciso di occuparsi di migliorare, per quel che si può, la salute dei cittadini, e di porre le basi per una nuova governance sanitaria, di cui avrà la responsabilità per 5 anni.
Nonostante le inutili anticipazioni di Umbria7 sulla situazione così com’è, inclusa quella dei conti e dei bilanci, sembra che l’intenzione sia quella di continuare a giocare con i numeri.
Con quel buffo sistema di comunicazione che viene usato dalla nuova maggioranza di buttare nella mischia un numero a casaccio, pensando di ottenere un risultato, eccovi servito il “rosso” di 243 milioni della sanità, ottenuto grazie all’analisi di una ottima società di revisione (la Kpmg) che, da quel che si è capito perché non è mica facile seguire le delibere, otterrà soldi (parecchi?) dei cittadini umbri per questo servizio.
Chissà se Kpmg potrebbe aiutare a fare i conti della sanità anche alle altre regioni italiane, chissà se, su iniziativa dell’Umbria, potrebbe sollevare dall’incarico i tecnici del Mef, che i conti della sanità umbra li hanno dati per buoni (altrimenti sarebbe scattato il commissariamento). Naturalmente buoni – come ha ripetuto fino alla noia Umbria7 – per quel che è possibile in un sistema in squilibrio. Qui come dappertutto.
Va ricordato ancora che i conti delle Aziende sanitarie e ospedaliere umbre, come tutte le altre, sono in deficit perenne che viene compensato con poste ordinarie e straordinarie. Questo è il sistema.
Ora resta da capire a cosa serva aver speso soldi pubblici (dicono una cifra rilevante) per tirar fuori un numero tra i numeri.
Proviamo a immaginare:
A. Per far dimenticare la santa bugia che il problema della liste d’attesa non solo non è stato – come ovvio – risolto in 3 mesi dalla nuova giunta, ma anzi peggiorato.
B. Per trovare la scusa per aumentare le tasse regionali ai cittadini umbri come nella peggiore tradizione della peggiore sinistra.
C. Trovare una scusa per continuare a mandare ottuagenari da Perugia a Castiglion del lago per una visita urologica (esempio di due giorni fa).
D. Oppure per denunciare l’inadeguatezza dei controlli di Corte dei Conti, Ministero di Economia e Finanza. Quindi creare un caso di livello istituzionale.
E. O invece per chiedere al Mef, sulla base del conteggio di Kpmg, di procedere al commissariamento della sanità regionale (e sarebbe una novità giuridicamente interessante). Un’iniziativa del privato sul pubblico.
F. Infine, ultima ipotesi, per fare altri due spicci di propaganda, anche adesso che la campagna elettorale è finita. Tra l’altro usando, nelle buffe anticipazioni, la parola “rosso”: e non si capisce se è un “buco di bilancio”, che va denunciato in sede giudiziaria, o uno “sbilancio” che va compensato ad opera di chi governa senza stare a tirarla troppo per le lunghe. Purtroppo una certezza c’è: siamo ancora alla fase dei numeri a caso, della deprimente propaganda, mentre per una nuova, e, speriamo, positiva, governance sanitaria si deve aspettare. Ma quanto tempo ancora?


