di Marco Brunacci
PERUGIA – Facciamo il punto. Sull’Umbria si sta per abbattere un nubifragio da 322 milioni di tasse. Mai successo uno tsunami di queste proporzioni in 50 anni di centrosinistra e 5 di centrodestra.
Contro questa ipotesi, gli esponenti della minoranza di centrodestra in Assemblea legislativa, ma anche importanti settori del centrosinistra. Il motivo? Pagheranno le fasce deboli dell’Umbria, i pensionati, i lavoratori non garantiti, le piccole attività artigiane e commerciali.
La spina dorsale dell’Umbria. Si salveranno i dipendenti pubblici garantiti e ovviamente chiunque è in grado di non pagare le tasse. Da oggi il centrodestra occupa l’aula del consiglio regionale: se resiste fino al 15 aprile, la Proietti non può aumentare le tasse per il 2025.
Ora non è questione di schierarsi pro o contro, si tratta di far ragionare e affermare alcune verità, anche se questo disturba i manovratori.
E allora via.
- La Giunta Proietti ha tutto il diritto di decidere gli aumenti che ritiene, ma se qualcuno ancora si presenta a un cittadino umbro spiegando che lo massacrano di tasse per evitare l commissariamento della sanità, è autorizzato a cacciarli di casa. Perché non è vero. Punto e stop. Il commissariamento della sanità prima di tutto è niente rispetto alla stangata voluta dalla Proietti. Sarebbe piuttosto un problema per i troppi amministrativi della sanità, per i costi eccessivi che arrivano da lontano, non per i cittadini umbri. Ma in secondo luogo prevede tempi lunghi (12-18 mesi) e quindi con tutto il tempo di rivedere i conti e studiare eventuali piani di rientro.
- Se il Ministero commissariasse l’Umbria con un deficit che al massimo è di 90 milioni (ma è tutto da dimostrare) che cosa dovrebbe fare con altre regioni, anche rosse, che sono fuori di ben altre cifre: manda i carri armati?
- E comunque se il Mef prende per buone le spiegazioni finora sentite dalla Proietti sui 90 milioni di sbilancio, ma ci mette vicino i 322 milioni di aumento delle tasse, dovrebbe escludere subito l’Umbria dalla ripartizione del fondo nazionale che è dedicato ad aiutare le regioni in difficoltà. Vi rendete conto che beffa? Gli umbri pagano tasse allo Stato nazionale che non li userà per l’Umbria perché una giunta di cervelloni ha deciso di spremere gli umbri per suo conto. E’ ragionevole pensare che il Mef non darà un soldo ed escluderà dal tavolo Stato- Regioni chi è in presunto deficit di 90 milioni (dando per buona una stima non dimostrata) e prende 322 milioni ai suoi amministrati.
- 800 mila e passa umbri sono stati condannati all’aumento delle tasse sulla base di un documento fantasma (sarà davvero della Kpmg?) che nessuno riesce a vedere. Non si sa se esiste e, se esiste, non si sa quale date abbia. Un particolare decisivo.
- Nella attuale maggioranza di centrosinistra, con tante eccellenti persone, nessuno si pone il tema se abbia una logica far passare il più rilevante incremento di tassazione mai avvenuto qui per dare – facciamo due esempi – maxi contributi al Festival del giornalismo e a qualche cooperativa di amici?
- Dalla parte del centrodestra: stavolta questa qui non è una battaglia di parte e potrebbe avere un risultato: se gli occupanti di centrodestra riescono a resistere fino a mezzanotte del 15 aprile, salta l’aumento delle tasse per quest’anno. Pensate che a molti umbri, anche di diverse convinzioni politiche, non venga in mente di portare generi di conforto agli occupanti?
- Va da sè, che gli occupanti dovranno farne una battaglia di risonanza nazionale, sorretta da una riproposizione dei conti della sanità umbra, che sono in linea con gli anni passati e non hanno alcuna criticità tale da giustificare lo tsunami di tasse.
- Sempre più umbri si ritrovano nel commento di un esponente del campo largo ed ex sindaco: «E’ facile fare così l’amministratore», puntando il dito sulla scelta delle maxi tasse della Giunta Proietti.
- Ridurre tutto a un derby calcistico, Sinistra contro Destra, appare l’unica forza di Proietti. Per gli umbri è un gran brutto momento.


