PERUGIA – «Ritirino immediatamente questa manovra devastante per i cittadini e le imprese, non c’è alcun rischio commissariamento»: è un vero e proprio attacco frontale quello che ha lanciato attraverso una intervista all’Ansa l’ex governatrice Donatella Tesei (ora consigliera regionale della Lega e portavoce dell’opposizione di centrodestra) alla presidente Stefania Proietti.
Continua Tesei: «Basta fare ciò che abbiamo sempre fatto, cioè una concertazione con il Governo. Intanto una premessa fondamentale. È proprio la Kpmg, società di revisione privata, dalla Proietti incaricata in modo opaco e su cui abbiamo chiesto chiarezza nelle sedi opportune a sostenere che il disavanzo consolidato della Sanità umbra, su quasi 2 miliardi di spesa, è di 34 milioni. In realtà potrebbe non esserci neanche questo. Lo fanno tutte le regioni tutti gli anni e lo ha fatto anche l’Umbria per il 2020, 2021, 2022, 2023, uscendone senza commissariamenti, senza prelievi forzosi dalle tasche dei cittadini senza proclami. Basta conoscere i numeri e saper negoziare».
Come ha detto l’ex presidente della Regione all’Ansa «c’è innanzitutto la questione del pay back che da solo riporta in equilibrio il bilancio della sanità. È un tesoretto che io ho lasciato a chi sarebbe venuto dopo di me – dice – perché fummo ritenuti dal Mef una delle regioni più virtuose nella gestione di questa posta. Il pay back formalmente deve essere restituito dalle aziende, ma nella sostanza è il Governo che funge da camera di compensazione e garantisce il credito delle regioni. Quindi si può attivare. Il fondo di dotazione della sanità regionale, poi, è una sorta di piccola riserva che serve proprio a compensare piccoli squilibri del bilancio in anni difficili. Insieme alle Regioni si può facilmente negoziare con il governo una moratoria temporanea nella ricostituzione del fondo». Per Tesei, tra gli altri strumenti per intervenire sul bilancio della sanità, c’è «la trattativa con il governo a nome di tutti un fondo da ripiano per ribilanciare i bilanci di tutti. Il fondo da ripiano è motivato da tasso di inflazione 2024, costi di energia, rinnovo contratti personale e altro. Poi l’Umbria deve avere una parte più importante almeno dell’eventuale fondo da ripiano perché è una delle regioni con più anziani e disabili. È tutto già notificato e tracciato in richiesta al Governo. Serve solo una presidente che conosca fatti e numeri e sia autorevole con il colleghi presidenti e con il Governo». Concludendo l’intervista all’Ansa, Tesei ha parlato di «volontà di fare il più grande spostamento nella storia dell’Umbria dalle tasche private alla tasca pubblica. Una grande patrimoniale mascherata. E non per sostenere la sanità pubblica ma per altri fini politici che stanno emergendo e sveleremo. Su cui gli umbri non potevano essere d’accordo. Per questo la più grande bugia della storia dell’Umbria».


