TERNI – Sanità, si prepara un nuovo match (giovedì) in Assemblea legislativa tra maggioranza e opposizione, tra l’assessore alla sanità che è anche presidente della giunta regionale Proietti, e i leader dell’opposizione. Merita un aggiornamento. Ecco le posizioni nella battaglia.
- Dalla visita a Terni della presidente-assessore Proietti è arrivata una dichiarazione che vale una sentenza. Alla domanda: “che farà la Regione sulla clinica-stadio”, la risposta è stata: “Non parlo di questo, mi occupo di sanità regionale”. Secondo voi non suona come “de profundis” per il progetto, visto che la Regione ha in mano una serie di carte da giocare (a iniziare dalla lista delle specialità) indispensabili per continuare la partita?
- Sull’ospedale di Terni, Umbria 7 ha detto e ridetto. Il vecchio sito di Colle Obito sembrava dover essere rifondato, lì o altrove, ed era un’urgenza tale che in campagna elettorale non si è parlato d’altro. Adesso l’urgenza è svanita. Ed è curioso, perchè il sito è sempre più antico e non adatto per una struttura moderna. Le posizioni attuali? La maggioranza non ha idea dove trovare i 200-250 milioni almeno da aggiungere ai 128 lasciati dalla Tesei, e quindi non ne parla più perchè non sa che dire. Dall’altra parte l’opposizione non sembra però disposta a incatenarsi davanti alle porte dei reparti per costringere l’attuale maggioranza a rispettare le promesse di campagna elettorale, grazie alle quali hanno vinto. Morale: se tutto va bene i cittadini di Terni si terranno questa struttura ospedaliera – antica e inadatta – per molti altri anni, con buona pace di quanto si è detto e scritto.
- Per il momento passano perfino in secondo piano le liste d’attesa, sulle quali non ci sono numeri attendibili e informazioni sulla dinamica, quindi lo scontro maggioranza-opposizione giovedì si farà sulla richiesta di una “due diligence” sui conti sanitari, delegata dalla giunta regionale a una struttura privata. A cosa serva una cosa del genere è difficile capire. E’ il Ministero di Economia e finanza (il Mef) che esercita stringenti controlli sui conti della sanità ed ha assoluta necessità che tornino – commissariando se del caso – pur sapendo che sono quelli che sono: un mostro dalle mille teste che va domato tutte le mattine. Perchè allora un privato all’opera? Non c’è forse un margine per un intervento della Corte dei Conti, visto che è una spesa in più, un obolo del pubblico che finisce al privato? Battaglia in corso.


