Ad un mese dalla morte di Ilaria Sula, Mark Samson inizia a raccontare brandelli di verità

Il 25 marzo, in via Homs, veniva assassinata la studentessa ternana. Dopo tanti depistaggi, emergono dettagli che convincono

TERNI – Un mese fa, il 25 marzo 2025, Ilaria Sula veniva assassinata in via Homs. Mark Samson, l’ex che diceva di amarla, ha confessato di averla uccisa con due coltellate alla gola il 26 mattina per gelosia, di aver fatto tutto da solo e di essersi sbarazzato del cadavere di Ilaria senza alcun aiuto. Invece, dopo quattro sopralluoghi della Scientifica nell’appartamento di via Homs e i primi risultati dell’autopsia sul corpo della studentessa ternana, si scopre che ad uccidere Ilaria sono state tre coltellate alla gola e non due, che il delitto si è consumato la sera del 25 e non la mattina del 26,  che Ilaria ha provato a difendersi, che la mamma di Mark ha aiutato il figlio a ripulire l’appartamento del sangue di Ilaria – che era dappertutto –  e che ha nascosto il cellulare che gli inquirenti stavano cercando in tutta Roma, sotto al materasso del suo letto.  Nonostante un interrogatorio fiume, la  mamma “complice” di quel crimine atroce, aveva tralasciato di dire che aveva lei il dispositivo che potrebbe dire molto delle ultime ore di vita di Ilaria.

In meno di un mese (il corpo di Ilaria è stato trovato il 2 aprile chiuso in una valigia) le versioni di Mark Samson sono cambiate almeno quattro volte. Ha chiesto di essere nuovamente interrogato e intanto, tramite i suoi legali, fornisce agli inquirenti dettagli importanti. E’ lui a far trovare il cellulare di Ilaria il 18 aprile, così come è  lui ad indicare il luogo esatto in cui il 2 aprile le forze dell’ordine scoprono  la valigia con il cadavere all’interno.

In meno di un mese – i genitori hanno appreso della morte della figlia solo il 2 mattina – la famiglia è ancora sotto choc. Nonostante una cerimonia funebre che ha riunito tremila anime, la mamma e il papà di Ilaria non riescono a realizzare la perdita. Ma vogliono sapere la verità. Quella che forse, sta finalmente emergendo.

A pesca in via Romagna il 25 aprile

«Mettersi in gioco nella vita per spendersi nel servizio degli ultimi»