TERNI – Di fronte alla morte di Papa Francesco la città dell’acciaio si veste a lutto. Il sindaco Stefano Bandecchi ha disposto le bandiere a mezz’asta e il lutto cittadino, intrepretando i sentimenti di una intera comunità, al di là della sua composizione religiosa.
Rinviata a data da destinarsi Ternana Pianese, così come tutti gli incontri di calcio dilettante in calendario per oggi. In tutte le parrocchie della Diocesi di Terni, Narni e Amelia, iniziative spontanee di preghiera e di recitazione del rosario previste soprattutto per il pomeriggio del lunedì dell’Angelo.
In cattedrale, alle ore 21, la comunità diocesana, i sacerdoti, le associazioni, i movimenti e i fedeli, pregheranno per Papa Francesco, tornato alla Casa del Padre. Un Papa venuto da lontanissimo, che ha dedicato la sua vita al servizio del Signore e della Sua Chiesa. «Ci ha insegnato a vivere i valori del Vangelo con fedeltà, coraggio ed amore universale, in modo particolare a favore dei più poveri e emarginati. Con immensa gratitudine per il suo esempio di vero discepolo del Signore Gesù, raccomandiamo l’anima di Papa Francesco all’infinito amore misericordioso di Dio Uno e Trino», la preghiera dei fedeli.
Il vice presidente della Provincia Ferranti: «Papa Francesco ha compiuto fino all’ultimo il suo dovere, celebrando ieri la Resurrezione di Cristo. Il mondo perde un punto di riferimento per quanto riguarda il rispetto per i propri doveri e una guida verso l’obiettivo irrinunciabile di perseguire la pace tra i popoli, il rispetto per i deboli e la tolleranza come conquista di civiltà. La sua morte giunta oggi nel giorno dell’Angelo – aggiunge il vice presidente – acquisisce un valore quasi mistico e sarà un elemento di valenza storica rilevante, così come i suoi ultimi appelli durante la benedizione urbi et orbi di ieri che dovrebbero essere assunti a guida per i governanti».
La gratitudine dell’Istess: « L’Istituto di studi teologici e storico sociali di Terni è infinitamente grato a Papa Francesco – dichiara il direttore Arnaldo Casali -per tutto quello che ha fatto in 12 anni di pontificato che hanno cambiato il mondo e la Chiesa. Francesco è stato un rivoluzionario in tutto: nei contenuti come nel linguaggio: è stato il Papa che ha portato in Vaticano l’utopia di Francesco d’Assisi, il Sommo Pontefice che ha messo in pratica il Vangelo in modo radicale e senza compromessi. Ha accolto nella Chiesa i lontani, gli esclusi, i poveri. E’ stato un punto di riferimento anche per i laici e l’unica ostinata voce di pace in un mondo che vuole la guerra. Ha abbattuto qualsiasi ipocrisia, cancellato lo scarto tra ideale e reale: con lui l’amore ha prevalso sulla dottrina, la testimonianza sulla predica. Ha abolito il baciamano e preferito l’abbigliamento informale alle talari (una volta a un vescovo in clergyman ha detto ridendo: “Sei l’unico vestito da maschio!”) E’ stato un papa che ha fatto quello che ha detto, coerente nelle piccole come nelle grandi cose. Ha avuto il coraggio di chiedere scusa quando ha pensato di aver sbagliato, in un mondo in cui chiedere perdono sembra un segno di debolezza e non di forza. Non ha avuto paura di farsi nemici tanto da ripetere con sarcasmo, fino all’ultimo momento, che in troppi pregavano per la sua morte. Autenticamente francescano in tutto – nella semplicità, nella schiettezza, nella povertà, nella pace e nell’amore per la natura – ha donato alla Chiesa di Terni due vescovi, entrambi a loro modo “francescani”: uno che ne veste il saio (Giuseppe Piemontese) e uno che ne porta il nome: Francesco Soddu».
Sotto il suo pontificato l’Istess ha attraversato un momento di svolta e di transizione, con il cambio di direzione dopo 22 anni e l’apertura di una nuova fase tanto delicata quanto stimolante. «Un momento in cui il Papa – sottolinea Casali – ci è stato particolarmente vicino. Nel 2023, dopo aver ricevuto il Premio San Valentino per la Pace, ha infatti scritto una lettera all’Istituto in cui incoraggiava “a proseguire nella promozione della cultura nei vari ambiti” e assicurava la sua benedizione “e un ricordo nella preghiera per quanti si adoperano per la diffusione della testimonianza evangelica del Vescovo Martire Valentino”. Un anno dopo abbiamo avuto la possibilità di consegnargli personalmente il primo film prodotto da Istess Cinema insieme a ConfraTerni: La Stella di Greccio, dedicato alla nascita del Presepio e quell’umorismo che lui stesso aveva restituito alla dimensione cristiana. Francesco aveva ricevuto una piccola delegazione composta – tra gli altri – da Beata Golenska, coproduttrice del film, Francesco Salvi (che aveva interpretato un piccolo cammeo, e sarà protagonista del seguito), Paolo Paniconi (autore delle musiche) e Luca Mannaioli, coproduttore e montatore. In questo momento di smarrimento la gratitudine è ancora più forte del dolore. Francesco non ha perso un minuto del suo pontificato e fino all’ultimo momento è restato una guida e un punto di riferimento imprescindibile per il mondo intero».


