TERNI – “Da Degas a Boldini”, tremila “sguardi” sull’Impressionismo. Tremila presenze nei primi cinque giorni di apertura della mostra ospitata a Palazzo Montani Leoni, dal 16 aprile al 29 giugno. L’ appuntamento con la grande arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, a cura di Anna Ciccarelli e Pierluigi Carofano. Con 45 opere tra sculture, dipinti e scritti, provenienti da importanti musei nazionali e internazionali, da consorelle Fondazioni bancarie, dagli Istituti di credito e dalle Gallerie d’Italia, la mostra intende celebrare prevalentemente gli artisti italiani che, dalla metà dell’Ottocento agli anni ’20 del Novecento, hanno dato lustro al Paese e che non sempre sono stati adeguatamente onorati, in quanto la loro fama è stata oscurata dal successo dominante del movimento francese.
Ad aprire il percorso espositivo è Camille Corot, uno dei capofila della scuola di Barbizon, che cederà il passo a Berthe Morisot, la “Magicienne” dell’Impressionismo (unica donna del movimento francese), senza togliere spazio al raro disegno di Manet o alla Ninfee di Monet. Edgar Degas, conosciuto come il pittore delle ballerine, è presente con due sculture (una è proprio la ballerina con il tamburello) e due incisioni concesse in prestito dalla Galleria nazionale di arte moderna e contemporanea di Roma.
Poi ci sono gli “Italiens”: De Nittis, Zandomeneghi, Boldini, Corcos, Medardo Rosso. Ci sono, cioè, alcuni degli artisti italiani che si trasferiscono a Parigi per inseguire le novità artistiche europee presentate ai Salon annuali e alle varie edizioni della Exposition Universelle. Un’ampia sezione è dedicata ai Macchiaioli, movimento artistico tutto italiano, che si sviluppa a Firenze a partire dalla metà dell’Ottocento, particolarmente apprezzato in Francia. Tra i rappresentanti più noti: Fattori, Lega, Signorini e Banti, ai quali Anna Ciccarelli e Pierluigi Carofano danno ampio spazio, soprattutto con opere rappresentative della loro esperienza francese. «La forte tempra artistica di questi ultimi artisti avrà poi un notevole ascendente sulla nuova generazione dei pittori toscani che – spiegano i curatori – formatisi a fianco dei Macchiaioli, si segnalerà alle mostre a cavallo degli anni Settanta e Ottanta. Francesco e Luigi Gioli, sono rappresentanti autorevoli di questa corrente tardo macchiaiola presenti in mostra con opere provenienti dalle collezioni artistiche delle Fondazioni Cariplo e Firenze».
Il percorso culmina con una sezione tutta contemporanea: «Un originale quanto unico “omaggio all’Impressionismo” offerto da Mario Schifano e Tano Festa, artisti contemporanei, le cui tele celebrano la fortuna di questa grande innovazione pittorica». Un video messo a disposizione dalle Teche della Rai completa il percorso espositivo. Un percorso attraversato già da tremila visitatori. Mille solo nei giorni di Pasqua e Pasquetta.


