di Marco Brunacci
PERUGIA – Si può dire di tutto di questa stangata fiscale, ma bisogna dare atto del sottile senso dell’umorismo della presidente Proietti. Chiamare la difesa della manovra “chiarezza ed efficienza” è raffinata autoironia.
Per la chiarezza, diciamo subito (sulla efficienza ne scriviamo tra poco un altro): come vedete nella slide che riproponiamo la Proietti si dice costretta a fare una manovra da togliere la pelle ai cittadini umbri ricchi (cioè i lavoratori dipendenti e i pensionati che prendono più di 1500 euro al mese più la tredicesima) perché il deficit della sanità umbra è di 90 milioni.
Sembrava che questo numero fosse oggettivamente considerato falso come il demonio.
I consulenti di Proietti della Kpmg avevano detto 34 milioni.
Il Ministero dell’economia e finanza, deputato di fare i conti dell’Italia e a controllare quelli dell’Umbria, aveva detto 34 milioni e poi discutiamo di una quota parte del Fondo di Dotazione (al massimo a 34 si possono aggiungere 4-6 milioni, ma la restituzione può essere anche ulteriormente rinviata o diluita, dato che il debito viene dal 2012, centrosinistra umbro regnante).
La presidente della Regione annuncia ufficialmente che lei a quest’ultimo responso si attiene (un massimo di 40 milioni), mentre non accetta di computare i 40 milioni del payback dispositivi sanitari (40 milioni) che praticamente tutte le altre Regione mettono a bilancio.
Come è uscito di nuovo sulla ruota di Proietti il 90 (per la Smorfia è la paura)?
Mistero buffo.
Proviamo una spiegazione: a forza di scalare gli specchi la presidente è scivolata di nuovo a terra?


