TERNI – E’ passata una settimana dall’ultimo saluto a Ilaria Sula, la studentessa universitaria uccisa a coltellate dall’ex, che l’ha chiusa in una valigia e buttata in un dirupo. E’ passata solo una settima da quella giornata straziante, in cui Ilaria è tornata a casa in una bara bianca ed è stata accompagnata al cimitero da almeno tremila persone, lasciando una ferita nella comunità che mai potrà rimarginarsi. Eppure nella stessa comunità, un dirigente sportivo si è rivolto ad una giovane donna, un’arbitra di 17 anni, dicendole che avrebbe dovuto fare la fine di Ilaria. Un’aggressione verbale di una gravità inaudita, subito condannata dalla società sportiva, che lo ha squalificato fino alla fine del 2028. E dalla politica. La città si è fermata per interrogarsi sul comportamento violento del dirigente. La frase choc: «Eri da ammazzare da piccola, dovresti fare la fine di Ilaria», ripresa dalle cronache nazionali. Tra il primo e il secondo tempo della partita di under 17 San Gemini-Sporting Terni, il dirigente dello Sporting Terni sarebbe entrato nello spogliatoio dell’arbitra, contestando la sua condotta, e le avrebbe detto: «A sto punto sarebbe da tirare fuori un coltello».
L’arbitra ha provveduto ad espellere il dirigente, che però è rientrato all’interno dell’impianto durante il secondo tempo, continuando a deriderla e ad insultarla. La società sportiva si è subito dissociata dal comportamento del dirigente. La politica si è scatenata.


