AURORA PROVANTINI
TERNI – Appena qualche giorno fa la denuncia della Funzione pubblica della Cgil, che parlava di situazione di nuovo insostenibile al pronto soccorso dell’ospedale di Terni. Ma al peggio non c’è mai fine. L’emergenza non sembra affatto limitata alla fine del ponte di Pasqua, come documentato dal sindacato.
L’emergenza è strutturale. I lettori di Umbria7 segnalano ore di attesa solo per entrare all’interno del pronto soccorso con la Via Crucis che inizia addirittura dopo. Una volta valicata la sospirata porta di accesso, inizia la vera e propria attea. Anche quattro giorni. Quattro giorni passati sulle barelle, all’interno dell’area del pronto soccorso, prima di accedere ai reparti, quasi mai quelli in cui il paziente viene indirizzato. Perché, ormai è appurato che al Santa Maria i problemi sono due: l’accesso al pronto soccorso (i due, tre medici di turno sono insufficienti a visitare i 50, 60 pazienti che ogni giorno si presentano a Colle Obito); il traguardo del posto letto, con i reparti in overbooking.
E’ chiaro che il territorio non riesce più a fare da filtro in quanto il Santa Maria è l’unico ospedale vero e proprio rimasto nella provincia di Terni, ad eccezione della lontana Orvieto. Differentemente dalla provincia di Perugia, che ha oltre dieci ospedali dotati di pronto soccorso, il Santa Maria di Terni è solo su questo fronte. Una situazione nota, alla quale non sembra esserci alcun rimedio. Anzi. Ogni giorno che passa è peggio. E al libro nero si aggiunge un nuovo capitolo di lamentele e disservizi.


