Il centrodestra: «La presidente Proietti ha detto il falso, si deve dimettere», l’Assemblea respinge la sfiducia. Ma c’è anche il retroscena da ricordare

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | La richiesta – come scrisse solitaria Umbria7 – è stata avanzata dall’opposizione, in maniera tattica, prima del 15 aprile per evitare che l’Assemblea legislativa potesse votare la stangata fiscale sugli umbri nei tempi utili per far scattare i maxiaumenti già da quest’anno. Ma Bistocchi decise di tirare diritto

DI MARCO BRUNACCI

PERUGIA – Una giornata inutile? Per certi versi sì, per altri no.
Basta sapere la verità sulla sfiducia alla presidente della giunta regionale Proietti negata, come ovvio, dall’Assemblea legislativa oggi in seduta speciale.
Pronti a seguire, difficilmente la troverete altrove.

  1. In massima sintesi: il centrodestra ha chiesto la sfiducia alla presidente Proietti perché ha detto “falsità” (imputandogli di numeri sbagliati sulla sanità e le informazioni fallaci su motivi e obiettivi della manovra delle super tasse). La mozione di sfiducia è stata respinta dalla maggioranza dell’Assemblea.
  2. Il retroscena. Umbria7 scrisse, solitaria, che la richiesta di sfiducia alla Proietti era l’estremo tentativo tattico del centrodestra per evitare la stangata delle tasse agli umbri per il 2025 con tanto di arretrati dal primo gennaio (a proposito: è legale? se ne sa qualcosa?). Stangata che sarebbe stata comunque possibile a partire dal 2026, ma magari decisa a mente fredda e a fronte di qualche altra evidenza che al momento non c’è, non esiste e non è stata in alcun modo mostrata in documenti di nessun genere. La sfiducia a Proietti sarebbe stata votata prima del 15 aprile, ovviamente rigettata dall’assemblea, ma avrebbe fatto slittare le tasse al 2026 (la dead line era appunto il 15 aprile).
    Poteva essere un modo per far uscire il centrosinistra, quello più ragionevole, dall’impasse. Si sarebbe discusso il tutto con calma, nei prossimi mesi. La manovra lacrime e sangue per altro era stata criticata anche da autorevolissimi esponenti del centrosinistra. Ma tutto questo non è bastato a fermare la macchina propagandistica che garantiva alla Giunta di poter incassare subito denari freschi e mantenere promesse elettorali per i propri adepti che evidentemente non potevano essere mantenute senza stangata fiscale.
  3. La decisione (il 15 aprile, sì o no) è stata presa dalla presidente dell’Assemblea, Sarah Bistocchi, che ha fatto finta di niente – su suggerimento pare del neo assunto direttore generale dell’Assemblea legislativa De Paolis – non rispondendo per giorni alla richiesta del centrodestra. Una decisione che aveva 184 milioni di motivi per essere giustificata, ma molti dubitano – sia sul versante di sinistra che su quello di destra – che ce ne sia uno solo per il bene del futuro dell’Umbria.
  4. Con la decisione di Bistocchi la storia è terminata a metà aprile. Qualche frizione si avverte nella maggioranza, ma vale il discorso fatto per tutte le amministrazioni (destra o sinistra che sia) del post riforma: chi rinuncerà mai ai nuovi emolumenti che vengono dati a coloro che fanno gli assessori e i consiglieri, magari con incarichi? Ci sono dichiarazioni dei redditi che da un anno all’altro fioriscono rigogliose come i ciliegi in Giappone.
  5. Quindi è chiaro che, saltato il tentativo di bloccare le tasse 2025 da parte del centrodestra, era inutile la discussione sulla sfiducia a Proietti se non per qualche curiosità.
    A. Eleonora Pace (Fdi) ha potuto sparare per una mezzoretta a palle incatenate su «tutte le falsità della Giunta e della presidente», ha detto.
    B. Donatella Tesei, ex presidente, ha preso atto che comunque non potrà consultare nessun documento sul quale seguire il come verrà spesa quella mannaiata di tasse che arriva sui “ricchi” (quelli da 1.500 euro) e che finirà addosso alle fasce più deboli nel giro di pochi mesi. Anche i garantiti della pubblica amministrazione devono stare attenti a non farsi dare aumenti di stipendio e superare così i 28 mila euro, soglia fatidica.
    C. Melasecche (Lega) si dice «profondamente deluso perché ascolta solo falsità e non vede un documento che sia uno, mentre chiedono di essere più collaborativi come opposizione».
    D. Il consigliere Ricci (Avs) è impressionato dai 243 milioni di sbilancio delle aziende ospedaliere, ma poi dice che sono il 10% del Pil dell’Umbria, errore subito corretto, ma certo con i numeri la nuova amministrazione prima o poi dovrà fare pace.
    E. il capogruppo Pd Betti si è mostrato tanto entusiasta della Proietti che la vede come un vero e proprio ministro degli esteri from Assisi. Tajani è avvertito. Ore contate?
  6. Unica conclusione di questa giornata utile-non utile è una conferma: il buco della sanità non c’è per il semplice motivo che 111 milioni di euro e passa in tre anni dei 184 che verranno sfilati dalla tasche degli umbri saranno spesi per tutt’altre cose rispetto alla sanità. E quando la sanità presenterà il conto – perché la sanità è un problema qui e dappertutto e va quotidianamente governata – saranno nuovi dolori per gli umbri.

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