di Marco Brunacci
PERUGIA – La gara (con pasticcio) per il trasporto pubblico, un sicuro modo per risparmiare nella gestione di uno dei maggiori capitoli di spesa dell’Ente Regione.
Lo diciamo nei termini più semplici possibili, lasciando stare i particolari tecnici.
Allora: si è tenuta stamane una “adunanza” alla Corte dei Conti, con i giudici Colosimo e Geraci, alla quale è intervenuta la presidente della giunta regionale Stefania Proietti e si è fatto sentire l’implacabile ex assessore ai trasporti, Enrico Melasecche, che su queste cose è un mastino e non molla di un centimetro.
Il motivo del contendere e le conclusioni.
Il contendere: in campagna elettorale – come ribadito con documenti da Melasecche – la presidente Proietti aveva ventilato l’ipotesi di andare a una gara del trasporto pubblico con un solo lotto, facendo felice la Cgil degli autoferrotranvieri che l’ha appoggiata con calore. E di questo probabilmente neanche Busitalia, che è l’attuale gestore, era infelice.
La vecchia Giunta, con Melasecche, ha disposto una gara per 4 lotti, che aprivano a un ampio consesso di aziende interessate le porte di una offerta per l’Umbria.
Il presidente della Corte dei Conti, Colosimo, è stato chiaro: ha ribadito che si deve fare la gara non per un solo lotto e che bisogna farla in tempi certi.
A questo punto Proietti ha spiegato i motivi per cui sta ancora pensandoci. Dopo un attacco ai presunti ritardi della giunta precedente, ecco alla fine che si è attorcigliata intorno a un solo quesito che riproporrà all’Art (l’Autorità dei trasporti): è legale imporre alle aziende partecipanti il vincolo dei due lotti? Melasecche è qui partito come un treno: il rischio gravissimo che va evitato è che finiscano per essere favoriti concorrenti rispetto ad altri nella gara. E ancora: rinvii continui significa superare i limiti di tempo imposti col risultato che parte dei soldi delle nuove tasse debbano finire per compensare questa parte del bilancio. In ultimo l’esplicito monito: «Basta tergiversare, altrimenti non resta che la via dell’esposto in Procura».
La vicenda, al di là dei risvolti molto tecnici, assume un rilievo strategico per la nuova Giunta. Per ora un nodo da sciogliere, che potrebbe trasformarsi però in un grosso inciampo.


