«Ilaria non sarebbe mai andata a casa di quel mostro. Mark Samson sta dicendo una marea di bugie»

I genitori di Ilaria Sula, la studentessa uccisa dall’ex, condannano anche la madre del carnefice della loro figlia: «Quella non è una madre»

TERNI – Sono passati 15 giorni dalla morte di Ilaria Sula, la bellissima studentessa universitaria uccisa dall’ex. Guardare la foto di Ilaria, il giorno in cui il suo corpo senza vita è stato accompagnato da almeno tremila persone al cimitero monumentale di Terni, è stato devastante.

I genitori, il fratello, i parenti, le amiche e gli amici di Ilaria, le professoresse della Sapienza che hanno voluto esserci, non hanno retto al dolore. Hanno pianto. La mamma ha avuto un malore. La città è ancora in lutto. Quindici giorni sono davvero troppo pochi perché la rabbia cessi.  E troppo pochi per sopportare altro dolore. La scomparsa, il ritrovamento del cadavere di Ilaria, accoltellata a 22 anni da Marx Samson, 23 anni, che poi la ha chiusa in una valigia e buttata in un dirupo, la confessione del carnefice, la confessione anche della mamma del carnefice (lo ha aiutato a ripulire l’appartamento dal sangue di Italia), le bugie di Mark, la lettera dal carcere. «E’ davvero troppo – dice  Flamur, il padre di Ilaria – ce l’ha portata via per sempre, ci ha raccontato tante bugie, l’ ha condotta a casa sua per ucciderla in quel modo orrendo». Ecco, Flamur Sula sostiene che sua figlia Ilaria non sarebbe mai andata a casa di Mark di sua spontanea volontà.  «Non ci andava quando stavano insieme, figuriamoci dopo». La moglie, Gezime, condanna soprattutto la mamma di Mark: «Quella non è una madre, una madre come lei non deve esistere». Una madre che aiuta il figlio a ripulire l’appartamento del sangue della sua vittima «non sarebbe mai dovuta nascere».

Troppo dolore tutto insieme.  E troppi misteri, tutti al vaglio degli inquirenti. Intanto, dopo l’autopsia suo corpo di Ilaria, si sta cercando di stabilire l’orario esatto della sua morte. Mark ha raccontato che poco prima di ucciderla le aveva portato la colazione al letto, un panino con la mortadella e il caffè. Tracce di questi elementi nello stomaco della vittima potrebbero confermare la versione dell’assassino oppure spostare le lancette dell’omicidio alla sera prima, a quando in casa c’era anche il padre di Mark. In tutto questo crescendo di informazioni e dolore, la lettera di Mark ai genitori di Ilaria suona come l’ennesima cattiveria.

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