M.Brun.
PERUGIA – C’è un’emergenza in Umbria che si chiama gasolio agricolo. Centinaia di imprese agricole hanno le semine bloccate per un meccanismo che in Regione si è inceppato.
Possibile un blocco di queste proporzioni?
Raccontano gli agricoltori: il 15 marzo è terminata l’anticipazione del gasolio. Chi ha avuto ha avuto, chi non è riuscito a prendere è all’asciutto. Da allora infatti tutto fermo.
Va da sè che nella complessità della burocrazia agricola qualche questione di forma si trova sempre per giustificare. Ma qui si è di fronte a un problema fondamentale, di sostanza.
E adesso che tutti in fila si mettono a contestare e pretendere che si arrivi alla riapertura delle anticipazioni, ecco che si scopre che in Regione dirigenti designati a risolvere la situazione sono andati al Vinitaly e, quando tornano, vedranno cosa si può fare.
Di nuovo: possibile? Possibile.
E infatti c’è chi tra gli agricoltori pensa a contestazioni estreme: i trattori davanti a palazzo Donini. Non fosse che i trattori – ironia della sorte – il gasolio non ce l’hanno e quindi sono fermi.
E con i trattori sono ferme soprattutto le semine che è un gravissimo danno per tutti, gli agricoltori e i consumatori, ma, come spesso accade, soprattutto per chi lavora nelle aziende agricole, che sono
costretti a stare fermi.
Ma è davvero possibile che in Regione non si trovi una soluzione immediata e si va invece al Vinitaly?
Gli agricoltori, con i trattori fermi, dovranno protestare portando i forconi in piazza per farsi ascoltare, loro e le loro legittime istanze?


