M.Brun.
PERUGIA – Dal punto di vista politico è difficile non ravvisare una sterzata a sinistra della Giunta regionale dopo la manovra delle tasse tutto puntata, come un bazooka, sul ceto medio (aumenti Irpef dell’86%). Il successo del trio dei giovani segretari presenti nella giunta regionale (Bori, Pd, De Luca, M5s, Barcaioli, Avs) è innegabile.
L’asse del governo non è più quello di prima. Per altro Proietti si è assunta la responsabilità della manovra e quindi ha fatto da scudo alla posizione dei suoi tre giovani assessori.
L’operazione dei giovani segretari ha però creato malumori in maggioranza (Azione si segnala per prese di posizioni nette, Gnagnarini, Iv, continua con le sue osservazioni critiche, mentre in verità non c’è traccia di obiezioni da parte dell’ala moderata del Pd) che si riverbera sulle nomine. Ieri sera sembrava ormai raggiunto un accordo per Umbriaflor, Afor e Parco Tecnologico (con due Pd e un
socialista). Stamane è tornata in bilico la nomina di Afor: la presidente Proietti sembra voglia insistere per rimettere all’Afor, al posto di un Pd, il primo dei non eletti nella sua lista, Ottavio Anastasi. Perchè in giro sta suonando una sorta di insistente allarme e il suono più acuto arriva da Assisi.
Infatti la Proietti nella sua città è stata abbandonata ufficialmente con una nota da una imprenditrice che l’aveva sostenuta nella sua ascesa e nella conferma, Marylena Massini. La Massini, attuale
consigliera comunale, ha deciso di schierarsi con il candidato scelto dal centrodestra e rappresentante di un’area molto moderata come Eolo Cicogna, restando, spiega «civica» ma «ponendomi in un’area che più rappresenta i miei valori». Come si capisce è un segnale politico importante.


