Mentre a Terni crescono povertà e bisogni, l’amministrazione Bandecchi aumenta la spesa per il funzionamento di giunta e consiglio

Il gruppo territoriale di Cinque Stelle:«Sindaco, assessori e presidente Francescangeli dovrebbero ridursi lo stipendio del 10 per cento e devolverlo alla Caritas»

TERNI – Mentre a Terni crescono povertà e bisogni, a Palazzo Spada si assiste ad un aumento delle spese per giunta e gettoni di presenza. Un’assurdità, per il gruppo territoriale del Movimento Cinque Stelle. Nell’anno appena trascorso i ternani hanno pagato un milione e 185mila euro i lavori dell’assise e delle commissioni consiliari.  Un incremento del 24 per cento rispetto al 2023. Un controsenso, i Cinque Stelle: «Mentre il sindaco Bandecchi gioca a fare l’arruffapopolo col megafono a Perugia, sfilando sotto il palazzo della Regione insieme ai suoi amici della destra che lo hanno appena incoronato presidente della Provincia nel segreto dell’urna, a Terni, nel silenzio ancora più assordante, i costi della politica lievitano come palloni gonfiati di vuote promesse elettorali. Nel 2024, le spese per mantenere la giunta e il consiglio comunale hanno raggiunto l’indecente cifra di 1 milione e 185mila euro. Il tutto condito dall’aumento delle indennità di funzione per sindaco, assessori e presidente del consiglio comunale previsto dalla legge 234/2021 del governo Draghi. Ma c’è di più: un vergognoso +42,53% nei gettoni di presenza ai consiglieri comunali, frutto di un’escalation incontrollata delle riunioni di commissione. Altro che efficienza amministrativa: qui si va in giro a fare sopralluoghi-farsa, a fare scena sui cantieri come fossero gite organizzate per pensionati, a spese del contribuente. E intanto, le famiglie ternane continuano a pagare le aliquote comunali al massimo consentito per legge, nonostante il Comune sia ufficialmente uscito dal dissesto da oltre un anno. Una vergogna assoluta.

E non è finita. All’orizzonte si profila una riforma del Regolamento del consiglio comunale: un’altra scusa per moltiplicare sedute e gettoni. Per lavorarci, si è addirittura creata una Commissione Speciale, con nuovi costi tutti a carico dei cittadini. Tutto questo quando la terza commissione ci aveva già lavorato per un anno, dove si erano già sentite proposte imbarazzanti come l’aumento dei gettoni a 120 euro o la pretesa di incassarli anche per i question time. Una deriva inaccettabile. Nel frattempo, in Regione Umbria, dove si lavora per coprire il buco lasciato dalla destra nella sanità, il Movimento 5 Stelle si batte per tagliare i costi della politica. Perché, allora, Bandecchi e la sua giunta – di fronte alle stesse difficoltà economiche – non fanno lo stesso? Perché si nascondono dietro una legge nazionale per gonfiare le proprie indennità, ignorando completamente i bisogni reali della città?

Il Movimento 5 Stelle di Terni dice basta all’ipocrisia e propone un atto concreto di giustizia sociale: chiediamo che sindaco, giunta e presidente del consiglio si riducano volontariamente le indennità del 10 per cento  da oggi fino alla fine della consiliatura e devolvano i risparmi alla Caritas di Terni. È una proposta semplice e concreta, nello spirito originario del nostro Movimento, per sostenere chi davvero ha bisogno. Nel 2024, oltre 6.200 persone si sono rivolte alla Caritas, con un aumento del 20% rispetto all’anno precedente. Dietro questi numeri ci sono volti, storie, famiglie che non arrivano a fine mese mentre la politica ingrassa senza ritegno.

Il Movimento 5 Stelle presenterà un atto di indirizzo in consiglio comunale. Vedremo chi avrà il coraggio di votare contro questa proposta di buon senso. Basta privilegi, basta ipocrisie. È ora che la politica ternana si metta una mano sulla coscienza – e l’altra nel portafoglio. La trasparenza e la responsabilità non sono slogan: sono impegni concreti. E noi continueremo a vigilare e a denunciare ogni abuso e ogni euro sprecato.

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