TERNI – Il Lions Club Terni Host ha donato nuova vita alla palestra di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale di Terni. Un atto di grande valore sociale e umano donando al servizio di Neuropsichiatria Infantile dell’azienda Santa Maria di Terni i fondi necessari per la riqualificazione della palestra interna. Un intervento che ha reso gli spazi non solo più funzionali, ma anche più accoglienti per i piccoli pazienti e le loro famiglie, grazie anche all’intervento artistico di Simona Angeletti, in arte “Lo Zoo di Simona”, che ha portato colore e gioia nei locali con le sue inconfondibili creazioni.
Il progetto è nato dalla sinergia tra il Lions Club Terni Host e il servizio guidato dal professor Augusto Pasini, con l’obiettivo di costruire percorsi di sostegno mirati e continuativi rivolti ai minori seguiti dalla struttura e ai loro nuclei familiari.Presenti alla cerimonia di consegna anche l’assessore all’Istruzione e al Welfare del Comune di Terni, Viviana Altamura, il presidente del Lions Club Terni Host, Andrea Stellati, operatori sanitari, rappresentanti delle istituzioni e membri del club. «Credo fermamente che prendersi cura dei bambini significhi investire sul futuro della comunità – ha dichiarato l’assessore Altamura –. Iniziative come questa raccontano di una città che non dimentica i più fragili, che lavora insieme per costruire spazi di cura, ma anche di speranza. Ringrazio il Lions Club per la sensibilità e l’impegno dimostrati: un gesto che parla il linguaggio della solidarietà autentica. Quando si costruisce per i bambini, si costruisce per l’umanità intera. Perché ogni sorriso restituito è un mattoncino in più nel cantiere della civiltà».
Soddisfazione espressa anche dal presidente Stellati: «Siamo orgogliosi di questo service che testimonia l’impegno continuo del nostro club nel sostenere l’ospedale di Terni e le sue eccellenze. Questa palestra rappresenta un punto di riferimento per tanti ragazzi e le loro famiglie: migliorarla era un dovere morale e un piacere per noi». L’intervento non è solo un miglioramento strutturale, ma un atto simbolico e concreto di prossimità verso un’utenza delicata, quella dei minori in carico alla neuropsichiatria. Un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni, associazioni e società civile, che dimostra quanto una comunità possa essere forte e coesa quando mette al centro la cura della persona.





