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PD, per Spinelli e Bellini tutto bene madama la Marchesa

Terni e i «perdenti di successo»

r.u.

TERNI – Non è bastato il mancato raggiungimento del ballottaggio nelle ultime due tornate elettorali per palazzo Spada e tantomeno contendere lo scranno più alto della provincia di Terni. No, perché secondo i segretari del PD locale tutto va a gonfie vele e, nel comunicato post elezioni, si evince un chiaro: noi non abbiamo perso. Al netto dei risultati è evidente a tutti che il PD, da anni, non tocca palla; tanto per utilizzare un gergo calcistico. Le debacle post Di Girolamo, a livello locale, sono ormai all’ordine del giorno fatta eccezione per il risultato delle regionali, ma questa è senz’altro un’altra storia.

Non è bastata nemmeno la bocciatura per la vicepresidenza al consiglio comunale, per il buon Spinelli, buono nel senso che non è cattivo, tutto va bene. Lo stesso dicasi per Bellini fresco della candidatura di Pompeo Petrarca ad Amelia che, come ci raccontano i bene informati, non è passata come una lama nel burro. Ripetiamo insieme: va tutto bene. Il mantra che i “pochi” si ripetono da anni è sempre lo stesso: noi non siamo gli sconfitti. D’altronde il PD ternano ha perso tutto quelle che c’era da perdere e si vede che ai padri nobili va bene così. Nulla deve cambiare, fosse mai che la comunità democratica torni a dialogare con la città, fosse mai che si ristabilisca quell’equilibrio che al centro sinistra ha consentito di governare Terni per decenni. Lo sa bene il segretario regionale Bori che ben si guarda di creare “il caso Terni” a lui ormai mancano pochi mesi e quello che doveva fare lo ha fatto. Infatti per il post Bori è già pronto Pasquali, ma anche in queste decisioni il PD ternano è stato ininfluente. Ora ci chiediamo: come faranno Spinelli e Bellini quando il regnante Bori non ci sarà più? Ai posteri, come si suol dire, l’ardua sentenza. Intanto Terni e il centro sinistra locale, oggi campo largo, si trova Bandecchi al governo della città e della provincia. Ennesima batosta elettorale in virtù anche di un percorso rocambolesco per la scelta del candidato del PD con Lucarelli, sindaco di Narni, che non è stato della partita. A questo si aggiunge il dinamismo di amministratori di vari territori che stanno già affilando le armi per riprendersi il partito in vista del congresso. Dalla serie: premiare chi ha sempre perso non è più ammissibile, i così detti perdenti di successo.

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