PERUGIA – «La Domenica delle Palme è sentita un po’ da tutti. C’è una grande attenzione attorno al dono dell’ulivo, un po’ perché richiama tutti a un dono di pace e di speranza». Così l’arcivescovo Ivan Maffeis alla celebrazione della Domenica delle Palme, il 13 aprile, a Perugia, dopo aver benedetto i ramoscelli d’ulivo davanti all’arcivescovado e, in processione con fedeli e rappresentanti degli ordini di Malta e del Santo Sepolcro, fatto ingresso dalla porta giubilare nella cattedrale di San Lorenzo facendo memoria dell’arrivo di Gesù a Gerusalemme.
«Per noi credenti – ha aggiunto l’arcivescovo – è l’ingresso nella grande Settimana Santa, la settimana della Passione. E credo che nella misura in cui portiamo le nostre sofferenze, quelle delle nostre famiglie, dei nostri anziani, dei nostri giovani, insieme con il Signore troviamo anche modo per rinnovare fiducia e speranza, per rinnovare il nostro impegno». A tutta la comunità diocesana e ai fedeli che gremivano la cattedrale – molti i giovani presenti tra cui un gruppo proveniente dagli Usa per uno scambio culturale – monsignor Maffeis ha rivolto l’invito «a vivere i giorni della Settimana Santa, approfittando dei vari momenti di preghiera, delle celebrazioni, lasciando scandire le giornate dall’ultima parola di Gesù sulla croce, che è risuonata in questa Domenica delle Palme: ‘Padre nelle tue mani affido il mio spirito’».
«Quando tutto sembra ormai finito, quando tutto sembra destinato al fallimento, e credo che tanti oggi abbiano questa sensazione guardandosi attorno e guardandosi dentro – ha commentato l’arcivescovo – questa preghiera dice la fiducia piena del crocifisso in Dio che è Padre. E questa fiducia possa davvero trovare spazio anche nei nostri cuori ed essere alimentata da gesti concreti di attenzione reciproca, di fraternità e di condivisione».








