Regione, l’assemblea contestata. Cgil, Cisl e Uil, amici della nuova Giunta ma «pronti a difendere le prerogative sindacali del personale»

Dopo la dura nota dei Cobas, arriva anche la posizione dei tre principali sindacati della funzione pubblica. Con un distinguo di simpatie politiche. E un dubbio: se il 28 l’assemblea si farà verrà considerata una sorta di scampagnata del personale?

M.BRUN.

PERUGIA – Come scritto da Umbria7, l’inizio del lavoro di questa giunta regionale, che ha comunque 5 anni per mostrare il suo valore, è periglioso: dopo il boom delle tasse, ecco il conflitto sindacale.

Ma come sulle tasse c’è chi fa presente di essere amico della giunta di centrosinistra e quindi non vuol entrare in polemica pur vedendo una scura prospettiva, cosa identica succede nel complicato rapporto sindacale.
L’iniziativa di convocare un’assemblea direttamente da parte della giunta regionale, per il 28 del mese, ha prodotto un duro comunicato dei Cobas della Regione, con una non tanto velata minaccia di “azioni” per difendere le prerogative sindacali, che appaiono, gira che ti rigira, violate nella forma e ragionevolmente anche nella sostanza.
Il comunicato diffuso ora da Cgil, Cisl e Uil funzione pubblica parte dal fatto che i sindacati sono di fatto amici della nuova Giunta e quindi non hanno intenzione di polemizzare. Almeno subito, già al “pronti, via”.
Poi però nel fluire del testo vengono riproposte le medesime obiezioni fatte dai Cobas, ma è la conclusione che, simpatie politiche a parte, di fatto è identica. Cgil, Cisl e Uil affermano, come i Cobas, “la disponibilità al dialogo”, ma, come i Cobas, “anche determinazione a garantire che ogni cambiamento organizzativo avvenga nel rispetto delle regole, dei ruoli e della trasparenza”.
Quindi Cgil, Cisl e Uil funzione pubblica – par di capire – ce la metteranno tutta per collaborare con la Giunta amica, ma non possono mandare al macero gli accordi stipulati. Insomma: va bene la politica, ma c’è un ruolo di difesa delle prerogative sindacali, che dovrebbero essere poi quelle dei lavoratori, le quali non possono essere cancellate per simpatie di schieramento.
Una cosa invece non è chiara: cosa succederà se l’assemblea del 28 si farà, come da annuncio della giunta regionale. Verrà considerata una sorta di scampagnata del personale della Regione (come sembra di capire in un passaggio della nota di Cgil, Cisl e Uil)? Oppure quella convocazione va semplicemente ritirata, come chiesto dai Cobas? Ma tutto si definirà entro poche ore.

ECCO INTANTO IL COMUNICATO DI CGIL, CISL E UIL FUNZIONE PUBBLICA

In relazione all’assemblea generale convocata per il 28 aprile 2025 dall’Assessore al personale della Regione Umbria, FP CGIL, CISL FP e UIL FPL, rappresentanti la Funzione Pubblica dell’Umbria, ritengono necessario esprimere alcune valutazioni e chiarimenti.
Le scriventi OO.SS. non hanno sottoscritto né condiviso alcun comunicato recentemente diffuso dagli organi di informazione, né hanno inviato comunicazioni ufficiali all’Assessore o alla stampa.
Abbiamo scelto consapevolmente di non alimentare polemiche premature, riservandoci una valutazione seria e documentata sui contenuti effettivi dell’incontro del 28 aprile.
Il nostro giudizio sarà fondato su ciò che emergerà concretamente, sia sotto il profilo del rispetto delle relazioni sindacali, sia sotto quello della chiarezza organizzativa.
Pur riconoscendo all’Assessore la possibilità di avviare momenti di confronto e ascolto con il personale, rileviamo la necessità di definire sin da ora le modalità operative relative allo svolgimento, ed in particolare:

  • come verrà non garantita la presenza o l’uscita del personale dalle sedi (senza informazioni certe su timbrature, missioni o coperture assicurative);
  • chi autorizza il personale delle sedi decentrate (come Foligno, Terni, Piazza Partigiani e Palazzo Donini e le altre sedi decentrate ) a recarsi a Perugia;
  • se e come saranno coinvolti i dirigenti, titolari effettivi della direzione del personale.

Ricordiamo che materie come l’organizzazione del lavoro, i criteri di mobilità, i sistemi di valutazione, il welfare aziendale e più in generale la valorizzazione del personale, rientrano espressamente tra quelle oggetto di informazione, confronto o contrattazione integrativa, ai sensi del CCNL Funzioni Locali, sia con le organizzazioni sindacali rappresentative, che con le R.S.U., considerando oltretutto ché a tutt’oggi, le R.S.U. non si sono ancora insediate a seguito delle elezioni dei giorni 14-15-16 aprile scorsi che hanno visto la partecipazione di circa 85% degli aventi diritto, confermando la piena rappresentatività dei dipendenti.
Il rischio concreto è quello di generare confusione tra i lavoratori, indebolire il ruolo dei dirigenti e sovrapporre piani di comunicazione a processi regolati da norme contrattuali e regole di relazioni sindacali.
FP CGIL, CISL FP e UIL FPL ribadiscono la disponibilità al dialogo e al confronto, ma anche la determinazione a garantire che ogni cambiamento organizzativo avvenga nel rispetto delle regole, dei ruoli e della trasparenza.

Agricollina apre nel giorno della Liberazione e nel ricordo di Papa Francesco

Ferdinandi: «Solidarietà a Scoccia per l’attacco sui social. Anche io sono stata minacciata di morte»