Regione/ Le liste d’attesa sono davvero arrivate a quota 100mila e Donetti che fa? Romizi sul caso Morelli

Stampa nazionale e dibattito sui provvedimenti attesi del ministro Schillaci rilanciano l’allarme della sanità. Sul direttore attuale dell’Arpa aumentano i dubbi, interpellanza di Forza Italia

M.BRUN.

PERUGIA – Regione news, si attendeva una risposta sul pasticciaccio brutto della stangata delle tasse (aliquote sbagliate?), ma non è arrivata.

Silenzio dai palazzi regionali. Da dove giungono invece altre due notizie.

  1. Le liste d’attesa continuerebbero a salire nonostante il milione che è stato destinato per darci un taglio e che i privati, chiamati ad aiutare, hanno utilizzato per intero. Oggi la polemica sui ritardi, che tanto penalizzano i cittadini, è ripartita sulla stampa nazionale. Il ministero si dice pronto a intervenire su tutte le regioni, Umbria inclusa, se non ottemperano ai loro doveri nei confronti della popolazione, fornendo in tempi ragionevoli esami e prestazioni. Eppure l’Umbria pare sia passata dalle 43 mila prestazioni in attesa lasciate Tesei a quasi 100 mila. Mancano report ufficiali, ma l’allarme è alto. Si ricorda che le prestazioni richieste in Umbria sono circa 250 mila al mese per un numero complessivo di più di 3 milioni all’anno. Vanno gestite col duro lavoro e l’attenzione quotidiana. Ma a questo punto, in attesa di sapere se interverrà il Ministero, che cosa sta facendo la nuova direttrice della sanità regionale, Daniela Donetti, che pure era stata annunciata come un tecnico di grande livello?
  2. Un’altra questione che sta montando nel silenzio generale della giunta regionale: il direttore nominato all’Arpa (Morelli) potrebbe non avere i requisiti richiesti per svolgere quel ruolo. Il nodo sarebbe rappresentato dai 5 anni da manager già svolti, che si veniva richiesti nel bando regionale. L’Anac – come anticipato da Umbria – ha già affermato che l’esperienza da assessore non può essere considerata come attività manageriale. E se ci fosse stata – va ricordato – un’attività in una impresa privata, questa deve essere – secondo il bando – di livello dirigenziale esperita con regolare contratto da dirigente. Questo contratto doveva risultare all’atto della presentazione della domanda. Ora Forza Italia, con Andrea Romizi, chiede in un’interrogazione di chiarire la situazione. A questo punto la risposta, prima o poi, dovrà arrivare.

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