DI MARCO BRUNACCI
PERUGIA – La manovra delle tasse decisa dalla giunta regionale Proietti.
I lettori di Umbria7 hanno avuto tutte le informazioni in anteprima o live, comprese le tabelle con le simulazioni di quanto i cittadini colpiti dovranno pagare. I nostri articoli potranno essere consultati facilmente.
Resta solo da fissare alcuni punti fermi.
- La manovra Proietti, con una forte caratterizzazione di sinistra radicale, esce da palazzo Cesaroni come una vera dichiarazione di guerra al ceto medio, con una asprezza da lotta di classe di altri secoli. Le vittime sono coloro che guadagnano da 1.500 euro al mese fino ai 2.300 colpiti con un aumento, mai visto, dell’86%. Quindi coloro che vanno dal 2.300 in su che dovranno pagare l’82% in più.
- Come dai dati mostrati da Umbria7, a pagare sarà il 24% della popolazione umbra, poco più di 145 mila cittadini, composto per il 56% da lavoratori dipendenti, il 38 da pensionati e solo il 6% da lavoratori autonomi, che sono forniti di scudo antiProietti. Per questo, nella guerra dichiarata al ceto medio, restano sul campo di battaglia come vittime, di fatto, solo i dipendenti e i pensionati.
- La manovra non è stata in alcun modo legata alla sanità. E’ stata respinta una mozione del centrodestra nella quale si chiedeva di vincolarla al disavanzo (minimo, solo 34 milioni, l’1,7% rispetto ai quasi 2 miliardi di bilancio, tra i migliori 5 in Italia nel 2023 e sicuramente non distante da questo risultato nel 2024). Servirà a pagare impegni presi prima delle elezioni, con i propri elettori, dalla sinistra, dai trasporti all’edilizia popolare a quella per gli studenti fuori sede. Invece resterà fuori, visto che la manovra si è ristretta, l’investimento per gli impianti sostitutivi del termovalorizzatore. Ma l’assessore al ramo è uno che non demorde. Da qualche parte quei soldi (tanti) dovranno venir fuori.
- La manovra non è legata alla sanità, ma ai sanitari sì: per una sorta di legge del contrappasso, i più puniti dalle tasse, come categoria, sono i medici e gli infermieri, che gravitano nelle aree di reddito colpite dai maxi aumenti dall’80 per cento a salire.
- Le imprese stanno alla finestra, infatti l’Irap aumenterà solo dal 2026, anche se di un rilevante +0,40%. Per chi vuole ci sarà anche il tempo per delocalizzare la sede in Regioni meno esose. La nota di Confindustria è prudente. Però l’allarme suonerà fin da subito per le piccole e piccolissime attività artigiane e commerciali che saranno le prime a essere colpite dalla diminuzione dei consumi.
- Per l’ultima volta spieghiamo la “lezione Marini (Catiuscia)”: la manovra si trasferisce dalle classi medie alle fasce più deboli attraverso il circolo vizioso diminuzione dei consumi-aumento dei prezzi. Sullo sfondo il rallentamento degli investimenti, in una società che non ha camere di compensazione. Tutti i meccanismi di crescita tendono a bloccarsi quando le tasse aumentano. Detta con la formula che Umbria7 ha adottato fin dall’inizio: la manovra sui ceti medi, così pesante, verrà alla fine pagata dalle fasce più deboli. E il Robin Hood umbro finirà per avere un forte mal di testa.
- Merita due righe l’attacco del presidente della Provincia di Terni e sindaco della città, Stefano Bandecchi, alla manovra regionale. Bandecchi se la prende con chi non è andato a votare, puntando il dito su una parte della Destra, e affermando che la Regione è guidata da “totali incapaci” per colpa di chi non è andato a votare.
- Il futuro? Si paga dal primo di maggio. Fa piacere chiudere con un sorriso, la vignetta dell’ex segretario regionale della Cisl Umbria, Ulderico Sbarra, raffinato disegnatore. Ecco qua: “Fratello Sole, Sorelle Tasse”.



