Rider rimasto schiacciato tra due auto. Cardinali: «Emergenza che stiamo seguendo»

Nidil Cgil: «Una mattanza continua, serve normativa regionale»

TERNI – «Dopo l’ennesimo incidente sul lavoro che questa volta ha coinvolto un rider – dichiara l’assessore allo Sviluppo Economico Sergio Cardinali –  riesplode l’attenzione su questa attività che vede coinvolti tanti  ragazzi con condizioni estremamente eterogenee. Tra questioni contrattuali, mancanza di una legislazione di riferimento e questioni di salute e sicurezza la matassa da districare è estremamente complessa, per una attività che sempre di più è interessata dal cambiamento dei consumi. L’amministrazione  comunale di Terni è già da mesi impegnata a contribuire a fare chiarezza regolatoria in questo ginepraio.
Si sono già tenute due riunioni in Prefettura che hanno coinvolto i portatori di interessi, forze dell’ordine, Usl, associazioni datoriali, ispettorato del lavoro e Inail, per tracciare delle possibili soluzioni. Venerdì prossimo è prevista una riunione in Comune che questa volta vedrà coinvolte anche le organizzazioni sindacali per dare una svolta al percorso intrapreso e provare a definire atti concreti che tutelino i lavoratori regolari del settore, le aziende che utilizzano le loro prestazioni e i cittadini che sono i fruitori del servizio. Insomma da Terni, in collaborazione con alcuni rider, a breve arriverà una prima risposta concreta».

Il giovane rider afgano ha rischiato  la vita semplicemente per andare a consegnare, con la bici,

la cena ordinata dai clienti di una gastronomia.  Vent’anni appena, stava pedalando in viale Eroi dell’Aria quando è rimasto coinvolto nel tamponamento tra due aut ed è rimasto  schiacciato tra le lamiere.  Subito soccorso e trasportato al Santa Maria, è ancora ricoverato, in gravi condizioni, per le fratture riportate.  Dura la nota del Nidil Cgil di Terni che, nell’esprimere vicinanza al lavoratore vittima del grave infortunio, denuncia: «I rider rappresentano la punta dell’iceberg di un modello di sviluppo basato sullo sfruttamento, che scarica sui lavoratori ogni responsabilità e che alimenta una malsana competizione  fra ultimi, sottoposti a continue pressioni per massimizzare i guadagni, percorrendo in media venti chilometri al giorno per paghe che si attestano tra i

50 e i 200 euro lordi a settimana. Lavoratori che, per il 90 per cento, hanno contratti che non garantiscono tutele fondamentali, che lavorano sette giorni su sette, fino a dieci ore al giorno».

Secondo l’osservatorio permanente del Nidil, il sessanta pe cento degli infortuni occorsi ai rider non viene dichiarato e denunciato all’Inail. Il sindacato rilancia la necessità di una normativa regionale che coinvolga le rappresentanze sindacali».

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