Romizi (Forza Italia) durissimo: «Lui parla, i dipendenti ascoltano, i contribuenti pagano. Quale migliore partecipazione»

Il commento del leader umbro azzurro dopo l’incontro del vicepresidente Bori con il personale della Regione

PERUGIA – «Convocati d’imperio i dipendenti della Regione, per fare cosa? Per ascoltare in orario di lavoro, a spese dei contribuenti, un comizio dell’assessore Bori, neanche il megadirettore Galattico di fantozziana memoria»: a dirlo è il segretario umbro di Forza Italia e consigliere regionale azzurro, Andrea Romizi.

«Gli stessi sindacati – continua il leader di Fi – hanno manifestato alcuni la ferma contrarietà, altri quantomeno le loro significative perplessità: come verrà non garantita la presenza o l’uscita del personale dalle sedi (senza informazioni certe su timbrature, missioni o coperture assicurative; chi autorizza il personale delle sedi decentrate (come Foligno, Terni, piazza Partigiani e palazzo Donini e le altre sedi decentrate) a recarsi a Perugia; e se come e come saranno coinvolti i dirigenti, titolari effettivi della direzione del personale».
Dice ancora Romizi: «Nella piena noncuranza delle regole che definiscono i rapporti tra enti e lavoratori, oggi per mano dell’assessore Bori è andato in scena l’ennesimo episodio di arroganza (mista a preoccupante mancanza di trasparenza) dell’attuale giunta regionale. Una spavalderia nella gestione della cosa pubblica che va a braccetto con la scarsa conoscenza delle procedure a cui è fondamentale attenersi quando si ricoprono certi ruoli».
Continua il segretario azzurro: «L’assessore Bori ha convocato un’assemblea generale del personale della Regione Umbria non tenendo conto delle rappresentanze sindacali, il loro determinante ruolo nella relazione con i lavoratori e quei principi di “partecipazione consapevole” e “dialogo costruttivo e trasparente” (cito testualmente Titolo II Capo I art.3 del CCNL) su cui si fonda il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro. Principi straordinari per cui gli esponenti di questa Giunta hanno sempre speso splendide parole ma ai quali – stando ai recenti avvenimenti (dalla manovra fiscale a questa assemblea) – nei fatti, hanno dato valore zero».
Conclude Romizi: «D’altra parte, come opposizione, verificheremo se sia consentito o meno a una figura politica/istituzionale distogliere i dipendenti dalle loro mansioni… noi, a tal riguardo nutriamo dei forti dubbi. Questo stile quasi fantozziano con cui l’assessore Bori sta procedendo ci rende a dir poco perplessi. Non è tanto la goffaggine istituzionale a preoccuparci – alla quale si potrebbe sopperire studiando – quanto la gestione improvvisata e per niente trasparente di un così alto ruolo istituzionale».

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